Vivere Brescia #19

La fotografia è l’assoluta protagonista di questa edizione di Vivere Brescia, complice il Brescia Photo Festival ormai in pieno svolgimento. Un’occasione per visitare le varie sedi che ospitano la rassegna e, almeno per noi, ritrovare spazi e luoghi un po’ dimenticati e restare sorpresi dalla loro bellezza.
Di contro, c’è almeno una mostra tra quelle del festival, Wildlife, che non credo riusciremo mai a vedere, non perché non sia interessante, anzi, ma per gli orari di apertura, non certo pensati per chi lavora (e sì, questa è proprio una nota polemica). Spiace per il fotografo Federico Veronesi, ma ci chiediamo che senso abbia programmare un evento visitabile da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.45, martedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.45 e dalle 14.00 alle 17.00.
Ma non di sola ottava arte vive la città. È infatti in corso la sesta edizione di LINK Urban Art Festival, che nei prossimi mesi coinvolgerà diversi artisti per la creazione di tre nuove opere murali, nei quartieri San Bartolomeo, Villaggio Violino e Via Crocifissa, all’insegna di una cultura “pubblica, gratuita e liberamente fruibile, anche in un periodo difficile come quello attuale in cui l’accesso all’arte è fortemente limitato”.
Ricordiamo che è ancora possibile visitare tutte le proposte di cui abbiamo parlato nella “puntata precedente”.

Dal 14/05/2021 al 20/05/2021

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1) È Brescia
Brescia vista attraverso gli occhi, anzi l’obiettivo, di alcuni grandi fotografi italiani.
Non ne citiamo nessuno per lasciare a chi visiterà questa mostra la sorpresa di scoprire gli autori degli scatti che raccontano la città, il suo patrimonio storico e culturale, i suoi angoli e il suo fascino quando cala la notte.

A noi interessa perché sarà possibile ammirare la città e i suoi monumenti in un’ottica diversa, capace, speriamo, di restituire freschezza e un pizzico di novità a quegli scorci a cui “abbiamo un po’ fatto l’abitudine”.

Categoria: Fotografia
Dove: Ma.Co.f./ MO.CA Centro per le nuove culture, Via Moretto 78
Quando: fino al 31 luglio 2021, da giovedì a domenica, dalle 15.00 alle 19.00
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero

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2) Vita da centurioni
Una mostra, curata da Renato Corsini, che racconta il fenomeno cinematografico del Peplum e la nascita del mito dei centurioni tramite fotografie di scena e dei back stage dei film, in un’ottica spesso ironica e dissacrante.

A noi è piaciuta perché in particolare l’allestimento nelle sale del museo delle armi consente di accentuare un gioco di rimandi tra realtà e finzione, tra reperti storici e oggetti di scena, tra ricerca storica e immaginario collettivo. Il tutto passeggiando tra le meravigliose sale di una delle aree più antiche del Castello, il Mastio Visconteo, con porzioni di affreschi ancora visibili e, soprattutto i resti di un tempio romano del I secolo d.C., in cui non ci stupirebbe sentire risonare i passi dei centurioni.

Categoria: Fotografia
Dove: Museo delle Armi “Luigi Marzoli”, Via del Castello, 9
Quando: fino al 17 ottobre 2021, da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso a pagamento. Prenotazione obbligatoria (solo per sabato e festivi) sul sito www.bresciamusei.com oppure presso il CUP – Centro Unico Prenotazioni allo 030.2977833-834

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3) LINK Urban Art Festival – Crocifissa di Rosa
Il festival di arte urbana LINK, organizzato dall’Associazione Culturale True Quality, è giunto ormai alla sua sesta edizione. A realizzare il primo progetto è stato chiamato Emanuele Poki, urban artist catanese in trasferta, che con il suo murale racconta la fauna locale, rimarcando ancora una volta il suo interesse per l’ambiente, la sua tutela e l’educazione ambientale.

A noi è piaciuto vedere l’opera svilupparsi letteralmente sotto i nostri occhi, in una bella giornata di sole, e siamo curiosi di scoprire il murale completo per aggiungere un altro tassello alla mappa della urban art a Brescia che, già il mese prossimo, si arricchirà ulteriormente.

Categoria: Arte urbana
Dove: Muro del deposito della Protezione Civile presso il Parco del Museo di Scienze su Via Crocifissa di Rosa
Quando: dal 7 maggio 2021 fino al completamento dell’opera
Cosa: murale
Come: ingresso libero

Vivere Brescia #18

L’offerta della scena artistica e culturale bresciana si arricchisce ogni settimana, grazie alla riapertura dei teatri e all’inaugurazione di alcune rassegne, come il Brescia Photo Festival, a lungo rimandate.
In questa edizione spaziamo da uno stile all’altro, muovendoci tra generi diversi, ricordando che sono ancora in corso tutti gli eventi di cui abbiamo parlato nella “puntata precedente”.

Dal 07/05/2021 al 13/05/2021

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1) Francesco Ciavaglioli. Orders
Apre i battenti nelle sale del Museo Diocesano la personale di Francesco Ciavaglioli, vincitore assoluto del Premio Nocivelli nel 2020, che segna un punto di approdo nella sua ricerca artistica, che indaga la relazione tra immagini e riproducibilità, integrando nella pittura dei processi seriali come strumento di rappresentazione.
Il cuore della rassegna, curata da Daniele Astrologo Abadal, è il concetto di giardino, un luogo che “è ordine contro la ferocia della natura ed è natura divisa in ordini, è l’immagine profondamente umana del nostro stare al mondo”.

A noi interessa perché le mostre dei lavori dei vincitori del Premio Nocivelli in passato ci hanno permesso di scoprire artisti talentuosi che si concentrano su tematiche interessanti. In aggiunta si tratta di un progetto che prevede una serie di interventi pittorici ambientali pensati e realizzati appositamente per le sale del museo, un elemento questo che non vediamo l’ora di esplorare.

Categoria: Arte
Dove: Museo Diocesano, via Gasparo da Salò 13
Cosa: mostra temporanea
Quando: fino al 30 maggio, da giovedì a martedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Come: ingresso libero

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2) Paesaggi tra i solchi – Tracce ribelli
Spazio Aref riapre la mostra dedicata alle cover legate alla contestazione politica e all’antirazzismo nella musica Rock, Pop e Jazz. Il punto di partenza sono i musicisti ribelli, soprattutto della Popular Music

A noi interessa perché il sottotitolo, “rivoluzione e (dis)integrazione razziale nelle copertine dei long play(ing)”, ci ha conquistato e non potevamo perdere l’occasione di ascoltare dalla voce dei curatori come gli elementi prettamente visuali delle copertine trasmettano, rispecchino, e in qualche caso rafforzino, il messaggio di protesta dei testi musicali.
 
Categoria: Arte
Dove: Spazio Aref, Piazza della Loggia 11/f
Quando: fino al 6 giugno 2021, sabato e domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.30
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero, sono previste visite guidate su prenotazione. 

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3) Bellissima. 20 fotografi travolti da un insolito splendore
Il MO.CA accoglie una mostra-omaggio dedicata alla Vittoria Alata e al suo collocamento nella cella orientale del Capitolium, in un nuovo allestimento curato dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg.
Venti i fotografi italiani coinvolti, ciascuno con il proprio stile e una propria visione per interpretare il denominatore comune, l’immagine di uno dei simboli della città.

A noi interessa perché sarà possibile ammirare venti diverse, diversissime, letture fotografiche di una stessa protagonista, da quelle più classiche a quelle più innovative, da quelle di chi “gioca in casa” e conosce la statua sin dall’infanzia a quelle di chi l’ha incontrata per la prima volta, il tutto sempre mediato dalla sensibilità degli autori e dal loro percorso artistico.

Categoria: Fotografia
Dove: Ma.Co.f./ MO.CA Centro per le nuove culture, Via Moretto 78
Quando: fino al 27 giugno 2021, dal martedì alla domenica dalle 15.00 alle 19.00
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero

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4) In cerca del bianco.
 Il fotografo Matteo Lonati con i suoi scatti trasporta i visitatori in giro per il mondo, alla ricerca appunto del “bianco”. Dalla Francia al Giappone, dal Canada alla Finlandia, paesaggi, flora e fauna, la natura in generale, sono i protagonisti delle fotografie esposti in questa mostra a corredo del Brescia Photo Festival.

A noi interessa perché abbiamo avuto modo di vedere altre immagini scattate da Lonati, in contesti e con soggetti decisamente diversi, ammirando la sua attenzione alla composizione e speriamo di ritrovare quei tratti che ci avevano colpito anche in questa rassegna.

Categoria: Fotografia
Dove: MO.CA Centro per le nuove culture, Saletta Fotografia Bresciana, Via Moretto 78
Quando: fino al 16 giugno 2021, dal martedì alla domenica dalle 15.00 alle 19.00
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero

Write Your Era. Air Daryal in mostra a Palazzolo sull’Oglio

Air Daryal, Destinies

Arte atemporale.
Quando ho letto questa definizione accostata a una mostra organizzata da Galleria Univocal mi sono immediatamente incuriosita. Quell’alfa privativo, insomma, mi ha catturato, portandomi dritta nell’universo creativo di Air Daryal, un’artista di cui avevo sentito parlare, soprattutto dopo che alcune delle sue opere sono apparse in The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi, pellicola presentata fuori concorso alla Biennale del Cinema di Venezia nel 2019 e che ha segnato il ritorno di Mick Jagger sul grande schermo.

Non che il concetto di atemporalità nella pittura sia nuovo, ma trovo sempre particolarmente interessanti le riflessioni artistiche sul tempo, sul suo scorrere, sulla sua circolarità e, in alcuni casi, sulla sua assenza, o meglio sulla sua scomparsa. E ancora non che il tempo non sia un elemento essenziale nella produzione di Air Daryal, solo che, credo, sia diversa la sua scansione. Il tempo lo si percepisce scorrere sin dai titoli di alcune opere, come nel caso del ciclo dedicato alle sfingi, identificate con numeri romani progressivi.

Air Daryal, Sphinx III

Una scelta che trova radici nella storiografia e insieme marca uno stacco dalla contemporaneità, riportando alla dicotomia presente-passato (permanente).
Questa stessa dicotomia la si percepisce profondamente nella serie dedicata alle città.
A uno sguardo attento le immagini metropolitane, superato quel vago straniamento provocato dai colori freddi, dall’effetto quasi bagnato delle tele, emergono immagini che richiamano alla classicità, obelischi e colonnati si nascondono tra le auto.

Air Daryal, Civitas

Questo è in assoluto il mio ciclo preferito, in termini di accostamenti cromatici e di uso della luce, gli olii su tela creano un’atmosfera onirica, in cui i confini e i tratti perdono di definizione, e proprio per questo loro farsi meno netti spingono ad avvicinarsi ai quadri, ad apprezzarne appieno la tecnica mista, la materialità delle pennellate, le sovrapposizioni, gli elementi inseriti – non corpi estranei, ma frammenti del racconto per immagini.
Sono città che vivono di contrasti, con l’essere umano sempre ben presente, potremmo dire con la sua impronta nella trasformazione degli spazi, eppure marcatamente assente.
Sono altri gli esseri viventi a dominare la scena, con l’uomo quasi sempre solo memoria di ciò che è stato, raffigurazione scultorea, fisso in contrapposizione alla vitalità di un cavallo, alla potenza delle tigri.

La mostra, in calendario fino alla metà di maggio, offre una panoramica sulla recente produzione artistica di Air Daryal, consentendo ai visitatori di cogliere gli aspetti fondamentali del suo percorso e della sua poetica, di immergersi in un mondo visionario e mitologico, arcano, intriso di simboli da decifrare, di particolari da scoprire, di direzioni da interpretare. Un’ottima occasione, quindi, per ammirare i lavori di un’artista interessante, lasciandosi guidare tra le sale più dal proprio istinto e dalla propria curiosità, che da un rigido percorso cronologico o tematico.

Air Daryal, Write Your Era

Il flusso culmina nell’opera inedita che ha dato il titolo all’intera personale. Write Your Era, un invito, o forse un imperativo, a diventare padroni del tempo, artefici del proprio destino, in un momento storico che ha chiesto a tutti di ripensare i cardini del nostro essere, tempo e spazio appunto.
Tornano alcuni dei temi distintivi di Air Daryal, le tigri in primis, così come il costante richiamo a quell’andare oltre, oltre la visione, oltre al soggetto, oltre ai colori, a scegliere la propria chiave interpretativa superando, come ben sintetizza la curatrice, Elisabetta Roncati, “gli elementi che l’occhio umano riconosce” perché “qualcosa sfugge. La vista si perde nei dettagli […] La mente girovaga cercando un punto di fuga che non riesce a individuare. La soluzione è dunque una sola: costruire la propria narrazione, proiettare nella tela il proprio vissuto, anche circostanziale, fabbricare il proprio racconto”.
Alla luce di questa riflessione acquista ancora maggior significato la scelta di lasciare come ultima immagine del catalogo quest’opera. Il cerchio (per ora) si è chiuso, o forse siamo tornati all’origine di un nuovo anello di una catena.

Piè di pagina
Dove: Opificio Piccitto, Via XXI Luglio, 25036 Palazzolo sull’Oglio (BS)
Quando: dal 1° maggio 2021 al 15 maggio 2021, ore 10.00 – 18.00. Informazioni e prenotazioni sul sito di Galleria Univocal
Come: ingresso libero

Vivere Brescia #17

Per la seconda settimana di fila abbiamo la possibilità di Vivere Brescia e la sua scena artistica grazie alle tante proposte delle gallerie d’arte cittadine e anche dei musei, finalmente pronti a riaccogliere i visitatori in tutta sicurezza. Prenotazioni obbligatorie e qualche cautela in più certo, ma la voglia di ritornare a circondarsi di bellezza vince sicuramente su tutto. E in questa edizione, una piccola sorpresa, il collettivo si sposta fuori dalle mura per proporre la visita a una personale particolarmente intrigante…   

Dal  30/04/2021 al 06/05/2021

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1) Basta
Una sede mai apparsa in questa rubrica (lo ammettiamo, ci stiamo chiedendo come sia possibile che Palazzo Monti non sia mai rientrato nei nostri percorsi, ma siamo felici di poter aggiungere un altro indirizzo alla nostra personale mappa cittadina) che ospita una collettiva in cui sono esposti i frutti del lavoro degli artisti che si sono succeduti in “residenza” dalla tarda primavera del 2020. Dodici giovani talenti italiani che raccontano la loro visione con stili e materiali eterogenei, ciascuno con una propria sensibilità, non in una bolla, ma immersi in un momento storico particolarmente complesso.

A noi è piaciuta perché è interessante vedere come le opere dialoghino tra loro e, soprattutto, con lo spazio che le raccoglie. Uno spazio, che diventa in alcuni casi addirittura il protagonista, da contenitore a contenuto insomma. Molto curato, e non tradizionale, il foglio di sala che accompagna nella visita, uno strumento non solo informativo, non una guida, ma piuttosto una voce che consente di gettare uno sguardo dietro le quinte, di cogliere sprazzi dell’individualità di ciascun artista.

Categoria: Arte
Dove: Palazzo Monti, Piazza Tebaldo Brusato 22
Cosa: mostra temporanea
Quando: fino al 4 giugno 2021, prenotazioni della visita all’indirizzo
Come: ingresso libero

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2) Cultura in-attesa
Un progetto indipendente, ideato da Fausto Salvi, nell’inedita veste anche di curatore, nato per una “fruizione sociale dell’arte che, nel rispetto delle restrizioni vigenti, permetta di riscoprirne il valore in presenza, nella calma e nella tranquillità”.  

A noi continua a interessare perché è divertente scoprire nuovi artisti e ritrovarne di già conosciuti, in sedi insolite e diverse, da cercare appositamente o in cui imbattersi per caso, in un viaggio tra opere assolutamente diverse per stili, generi e materiali, per le strade della città trasformata in una galleria a cielo aperto. E, lo abbiamo verificato proprio oggi, non è detto che ciò che si può vedere oggi rimanga per l’intera durata dell’iniziativa o anche solo a lungo, quindi “occhi aperti” e fateci sapere nei commenti se scovate qualche chicca.

Categoria: Arte
Dove: sedi varie
Quando: nel corso del 2021
Cosa: progetto artistico temporaneo
Come: ingresso libero 

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3) Write Your Era
La personale di Air Daryal apre (finalmente) i battenti. Tra visioni oniriche, simboli e colori ritornano alcuni soggetti “forti” dell’opera dell’artista, a cavallo tra passato e presente, antichità e contemporaneità, in quella particolare “atemporalità” che costituisce la sua chiave distintiva.  

A noi interessa perché intravediamo nelle opere la possibilità di compiere un viaggio, nello spazio e nel tempo, con le pennellate che raccontano una storia che sembra non avere confini, o meglio superarli alla ricerca di nuovi significati, di nuove interpretazioni. Siamo anche molto curiosi di scoprire la visione della mostra della sua curatrice, Elisabetta Roncati, art influencer che seguiamo sempre con piacere.

Categoria: Arte
Dove: Opificio Piccitto, Via XXI Luglio, 25036 Palazzolo sull’Oglio (BS)
Quando: dal 1° maggio 2021 al 15 maggio 2021, ore 10.00 – 18.00. Informazioni e prenotazioni sul sito di Galleria Univocal
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero

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4) Daniele Lievi. Carte segrete.
Per ricordare l’artista e scenografo Daniele Lievi, nel trentennale della sua scomparsa, la Fondazione Brescia Musei sceglie un percorso non scontato, presentando una selezione di 62 disegni non strettamente legati ai suoi progetti teatrali, ma che ne rivelano comunque la fantasia immaginifica.  

A noi interessa perché queste “carte segrete”, una sorta di diario personale, restituiscono una nuova dimensione dell’artista e della sua produzione.

Categoria: Arte
Dove: Museo di Santa Giulia, Sala dell’Affresco, Via Musei, 81/b
Quando: fino al 2 giugno 2021, negli orari di apertura del museo
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero con prenotazione obbligatoria tramite il portale di Brescia Musei oppure il Centro Unico Prenotazioni (telefono 030.2977833 – 834 da lunedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00).

         

Vivere Brescia #16

Nell’attesa dell’ennesimo cambio di colore, ma soprattutto della riapertura ufficiale dei musei (anche nel fine settimana!), questa edizione di Vivere Brescia si concentra sulle proposte delle gallerie cittadine e su un’iniziativa che permetterà di scoprire non solo opere d’arte, ma sedi inusuali per ammirarle.

Speriamo che questa nostra rubrica possa tornare a cadenza regolare, tutti i venerdì sera, sempre più ricca di segnalazioni e di eventi, segno di una scena artistica viva e vivace, specchio di una città che ha molto da offrire.   

Dal  23/04/2021 al 29/04/2021

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1) I colori dell’India
In mostra una selezione di miniature indiane dalla collezione di Giacomo Mutti, realizzate tra il XVII e il XIX secolo per scoprire una forma d’arte tradizionale, in tutte le sue declinazioni, e viaggiare nello spazio e nel tempo ritornando ai fasti della corte dei Rajput. Se vi incuriosisce la tecnica raffinata e strettamente codificata di applicazione dei colori, abbiamo provato a raccontarla qui.

A noi è piaciuta perché ammettiamolo l’India ci manca. Battute a parte, questa raccolta è davvero interessante perché mette in luce una tradizione artistica poco conosciuta, ma estremamente affascinante, presentandone una panoramica completa, come temi e soggetti principali, creando un racconto per immagini con un ampio orizzonte temporale così da dar conto anche dell’evoluzione dello stile e del gusto.         

Categoria: Arte
Dove: Galleria dell’Incisione, via Bezzecca 4
Cosa: mostra temporanea
Quando: fino al 28 maggio 2021, tutti i giorni escluso il lunedì dalle 17.00 alle 20.00
Come: ingresso libero


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2) Peter Halley. New Paintings
Sulle pareti della galleria spiccano le opere appositamente concepite dal newyorkese Halley, con il suo modulo costante, quadrati e rettangoli su sfondo piatto, che si trasforma in celle di prigioni e condotti che si relazionano tra loro, in un’esplosione di colori a cui si contrappone il senso di oppressione dei circuiti chiusi, l’assenza di percorsi alternativi, l’apparente impossibilità di concepire e integrare forme curve.

A noi è piaciuta perché avvicinandosi ai quadri-scultura si nota come la fissità delle linee, la geometricità statica e minimalista ceda il passo alla conformazione irregolare delle tele, alle diverse texture, alla possibilità di leggere ogni opera non già come ripetizione, ma nella sua interazione con lo spazio e con il resto della produzione artistica esposta.    

Categoria: Arte
Dove: Galleria Massimo Minini, via Apollonio 68
Quando: fino al 30 aprile 2021, negli orari di apertura della galleria
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero

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3) Cultura in-attesa
Un progetto indipendente, ideato da Fausto Salvi, nell’inedita veste anche di curatore, nato per una “fruizione sociale dell’arte che, nel rispetto delle restrizioni vigenti, permetta di riscoprirne il valore in presenza, nella calma e nella tranquillità”.  

A noi interessa perché permetterà, nel corso dell’anno, di scoprire nuovi artisti e ritrovarne di già conosciuti, in sedi insolite, da cercare appositamente o in cui imbattersi per caso, in un viaggio tra opere assolutamente diverse per stili, generi e materiali, e per le strade della città trasformata in una galleria a cielo aperto.

Categoria: Arte
Dove: sedi varie
Quando: nel corso del 2021
Cosa: progetto artistico temporaneo
Come: ingresso libero

I colori dell’India. Miniature dalla collezione Mutti

Iniziamo con una premessa. Entrare letteralmente in casa di una gallerista, accolti sempre con una cortesia che qualcuno definirebbe “d’altri tempi”, è un’esperienza già di per sé eccezionale, che però almeno i bresciani hanno la fortuna di poter rivivere visitando le mostre ospitate dalla Galleria dell’Incisione.
Dopo l’omaggio a Romana Loda e l’enigma romantico di Max Klinger, la curiosità dei visitatori questa volta è catturata da una selezione di miniature indiane della collezione di Giacomo Mutti.

Già dalla prima sala si ha l’impressione di entrare in un altro mondo, proprio come quello che si poteva intravedere guardando dalle finestre di uno dei tanti spettacolari palazzi nella terra dei maharaja.

Le opere, raccolte dall’architetto Mutti in circa trent’anni sono miniature, così chiamate non già per le loro dimensioni, seppure spesso contenute, ma per la finezza dei loro dettagli, spesso visibili solo con l’aiuto di una lente di ingrandimento.
Realizzate tra il XVII e il XIX secolo, con tempera o guazzo su carta, queste miniature si inseriscono nella tradizione di corte dei Rajput, una casta guerriera, che regnò in Rajasthan, nel Centro India e sulle colline pre-himalayane dando vita a diverse scuole pittoriche caratterizzate da stili regionali, nel solco se vogliamo dei manoscritti miniati di tradizione religiosa.

Passando da una sala all’altra è possibile notare come le scene dipinte, o forse dovremmo dire narrate, assorbano progressivamente elementi dalla pittura Moghul, diventando più sofisticate dal punto di vista tecnico, senza però mai perdere un carattere profondamente “indiano” nella stilizzazione delle figure e nell’uso dei colori.

Proprio la creazione dei colori costituisce uno degli aspetti fondamentali del processo creativo, così come uno degli elementi per differenziare le varie scuole pittoriche, giacché le materie prime utilizzate assumono sovente un carattere squisitamente regionale (ad esempio per l’uso di fiori tipici solo di una determinata zona geografica).
Dopo aver preparato la carta, secondo la tradizione descritta negli antichi trattati l’artista procedeva innanzitutto a delineare il contorno delle figure in rosso o nero, adottando svariate tecniche, per poi riempirlo con più passate di colore seguendo un ordine strettamente disciplinato: sfondo, corpo, vestiti e altri accessori, e oro o altri ornamenti ove richiesto.
Il passo successivo era la realizzazione delle ombreggiature, preludio alla ripassatura finale del contorno con un pennello così sottile, si dice, da essere talvolta composto da un singolo pelo, mentre l’ultima fase era quella della creazione dei bordi, spesso un’autentica cornice dipinta con innumerevoli particolari.

In mostra è possibile scoprire i principali temi iconografici delle scuole Rajput, partendo dal mondo degli dei con raffigurazioni di divinità maschili e femminili, ispirate tradizione religiosa hindu e dai testi letterari mitologici e poetici in cui ricorre l’elemento dell’unione con il divino, con i sentimenti mai realmente esplicitati, ma piuttosto evocati nel rispetto della rigida codificazione tradizionale…

… per arrivare alla vita di corte con ritratti di sovrani e damigelle, scene di caccia, processioni, assemblee di nobili e cerimonie religiose o semplici momenti della quotidianità, sempre con una buona dose di idealizzazione, soprattutto per quanto riguarda i volti e l’ambientazione, i paesaggi, con una pressoché totale assenza di prospettiva, per quella che non vuole essere una “raffigurazione letterale”, quanto piuttosto una rappresentazione stilizzata o simbolica.

Piè di pagina
Dove: Galleria dell’Incisione, via Bezzecca 4
Quando: fino al 28 maggio 2021, tutti i giorni escluso il lunedì dalle 17.00 alle 20.00
Come: ingresso libero

Mostra: Vittoria Alata. Musa contemporanea – La parola agli artisti, parte 3

In questa sorta di romanzo a puntate, l’introduzione sono state le nostre impressioni sulla mostra, mentre nei diversi capitoli abbiamo deciso di dare la parola agli artisti che si sono cimentati nella rilettura della Vittoria Alata per la mostra attualmente in corso negli spazi di Colossi Arte Contemporanea e che sarà prossimamente visitabile anche online.
Hanno rotto il ghiaccio Max Bi, Elizabeth e Milena Bini, seguiti da Michael Gambino, LYS e Felipe Cardeña a cui abbiamo rivolto sempre le stesse tre domande, per creare un filo conduttore, una proposta di chiave interpretativa di ciascuno dei tasselli che compongono la collettiva.
Oggi i protagonisti sono Marica Fasoli, Michele_Battart, Annalù Boeretto e Daniele Fortuna.

In questo progetto siamo partiti da lei, la Vittoria Alata originale, chiedendo poi agli artisti, in un gioco di associazioni e parole in libertà, di creare una “didascalia” della musa così come l’hanno ritratta ed è da questa descrizione che abbiamo estratto a sorte un vocabolo andandolo a ricercare nelle pagine del Vocabolario Treccani.
Per l’ultima domanda, invece, non abbiamo posti paletti, lasciando la massima libertà su come strutturare la risposta così da far emergere la propria singolarità.

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Marica Fasoli

celeste (ant. celèsto) agg. – 1. a. Del cielo, che appartiene al cielo o si muove nel cielo; soprattutto in espressioni relative all’astronomia. b. Di colore simile a quello del cielo sereno. 2. a. Del cielo, inteso come sede di Dio e degli spiriti beati; quindi divino, che viene dal cielo.
3. estens. a. Dolcissimo, ineffabile (quasi «degno del cielo»).

Marica Fasoli - Sulle ali della vittoria (2021) - Tecnica mista su carta e foglie oro 22K
Sulle ali della vittoria (2021). Tecnica mista su carta e foglie oro 22K

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R: Epica, femminile, leggiadra, determinata, indipendente.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo Marica Fasoli.
R: Eterea, libera, celeste, geometrica, iperrealista.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R: Il processo creativo delle mie opere nasce dalla piegatura di un origami, dalla successiva decostruzione per poi riprendere vita con il colore. In questo mi rifaccio all’antica tradizione shintoista giapponese della rinascita e della morte per una successiva rinascita, in un ciclo vitale che si ripete.
La cosa che ha più attirato la mia attenzione, quando mi è stato proposto di dedicare un’opera alla Vittoria alata, sono state proprio le ali. Le stesse ali che mi colpirono la prima volta al Louvre, quando vidi la Nike di Samotracia nell’atto di spiccare il volo. Ali che molte divinità perdettero ancora prima di giungere al periodo classico greco.
Quando ho visto la Vittoria alata, sono state proprio queste ali a colpirmi, simbolo di conquista ma anche di libertà assoluta, decantata dal Carducci quando, nell’ode a lei dedicata scriveva: “…o pur volasti davanti l’aquile….”
Ho deciso di incentrare il tema della mia opera partendo dall’origami della Nike, che viene poi dispiegato come dispiegate sono le ali stesse pronte a spiccare il volo. 

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Michele_Battart

curvy agg. Che ha linee morbide, detto del corpo femminile; prosperoso, formoso. Dall’inglese curvy (‘formoso, prosperoso’).

Michele_Battart - Je veille pour mon maître. Vous entrez à vos risques et perils (2021) - Candeggina su velluto
Je veille pour mon maître. Vous entrez à vos risques et perils (2021). Candeggina su velluto

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R: Sinuosa, sensuale, garbata, elegante, iconica.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo Michele_Battart.
R: Liquida, corrosa, scolorita, protetta, curvy.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R: Lacrime di candeggina corrodono il tessuto
Come fosse il volto del disilluso.
È vero Ci sono icone, buone solo da emulare
per sentirsi meno soli
come fanno quelle gocce
Che per essere percepite sono costrette ad aggregarsi
Come fanno le persone
Ci sono invece icone che van protette
come la nostra vittoria alata
Perché ci insegnan l’eleganza nella semplicità
Senza aver bisogno d’ori e diamanti
Ma con la sola sicurezza d’essere, in un mondo dove esisti solo se appari.
Per questo la leonessa protegge la sua padrona
Perché nessuno la porti più via ora che è tornata a casa…

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Annalù Boeretto

trascendenza s. f. [der. di trascendente]. – 1. In filosofia, la condizione o la proprietà di essere trascendente, di esistere al di fuori o al di sopra di un’altra realtà (è, in questa accezione generale, l’opposto di immanenza, che indica invece ciò che si risolve o permane dentro un determinato ambito); in quanto tale, la trascendenza è propria soprattutto del principio primo, di Dio, come sua caratteristica. In alcune correnti del pensiero contemporaneo, in particolare nella fenomenologia husserliana, la trascendenza è intesa come condizione degli oggetti della conoscenza in quanto al di là della loro percezione nella coscienza.

Annalù Boeretto - Flyingfeet (2021) - Scultura in bronzo
Flyingfeet (2021). Scultura in bronzo

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R:  Maestosa, mitica, elegante, misteriosa, imperiale.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo Annalù Boeretto.
R: Leggerezza, levità, trascendenza, inconsistenza, volo.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R:  Entrambe le sculture attraverso l’elemento alato conservano una trascendenza ed una dimensione ultraterrena. 

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Daniele Fortuna

contemporanea agg. e s. f. – 1. a. agg. Che accade o vive nello stesso tempo, che appartiene alla medesima età. b. s. f. Chi vive o è vissuta nello stesso tempo di un altra. 2. a. agg. Che appartiene all’età presente, alla vita attuale. Con limiti più ampî nella periodizzazione storica, successiva all’età e storia moderna, con inizio perciò già nel secolo 19°. b. Chi vive e opera nell’età presente.

Daniele Fortuna - Reborn (2021) - Acrilico su legno
Reborn (2021). Acrilico su legno

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R:  Trionfale, monumentale, delicata, forte, eterea.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo Daniele Fortuna.
R: Archetipa, contemporanea, vissuta, rinata, colorata.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R:  La mia opera ripercorre le sue origini, la Vittoria Alata proviene dalla venere, quindi ho voluto fare un processo di elaborazione mentale analogo a quello degli antichi, ho preso la venere di Capua alla quale ho aggiunto le ali, ma le mie sono ali di Angelo, come augurio di portare un messaggio d’amore e di speranza. Anticamente era presente uno specchio poi diventato scudo sul quale veniva inciso il nome dell’eroe vittorioso, in questo caso la statua nelle mani regge un disco con la scritta reborn (rinata), a indicare che la nostra vittoria da questo periodo sarà la rinascita.
Un dettaglio che pochi conoscono: il disco è volutamente dipinto con stucchi che vanno a conferire una sorta di percezione di un oggetto restaurato, a simboleggiare che anche se si notano dei difetti, che per me sono le sofferenze di questi tempi, ne usciremo comunque vittoriosi.
Mentre il blu così intenso rappresenta qualcosa che ha toccato tutti nel profondo. 

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Piè di pagina
Dove: Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero 12/13
Quando: dal 20 febbraio al 30 maggio 2021 negli orari di apertura della galleria.
Come: ingresso libero su prenotazione al numero 0303758583
Marica Fasoli. @maricafasoli
Michele_Battart. @michele_battart
Annalù Boeretto. @annalu_artist Daniele Fortuna. @fortunadaniele

Mostra: Vittoria Alata. Musa contemporanea – La parola agli artisti, parte 2

Dopo le nostre impressioni sulla mostra, abbiamo deciso di dare la parola agli artisti che si sono cimentati nella rilettura della Vittoria Alata per la mostra attualmente in corso negli spazi di Colossi Arte Contemporanea e che sarà prossimamente visitabile anche online.
Hanno rotto il ghiaccio Max Bi, Elizabeth e Milena Bini a cui abbiamo rivolto tre domande, sempre le stesse, per creare un filo conduttore, una proposta di chiave interpretativa di ciascuno dei tasselli che compongono questa interessante collettiva.
Domande che riproporremo invariate anche ai protagonisti di questo nuovo viaggio, Michael Gambino, LYS e Felipe Cardeña.

Come abbiamo spiegato ovviamente siamo partiti da lei, dalla Vittoria Alata originale, chiedendo poi a tutti, in un gioco di associazioni e parole in libertà, di creare una “didascalia” della musa così come l’hanno ritratta ed è da questa descrizione che abbiamo estratto a sorte un vocabolo andandolo a ricercare nelle pagine del Vocabolario Treccani.
Per l’ultima domanda, invece, non abbiamo posti paletti, lasciando ad ogni singolo artista la scelta su come strutturare la risposta così da far emergere la propria singolarità.

Continuate a seguirci, perché la visita non finisce qui.

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Michael Gambino

vibrante agg. [part. pres. di vibrare]. – 1. a. Che vibra, che è in vibrazione. b. In fonetica, consonanti v., consonanti la cui articolazione consiste nel susseguirsi di più chiusure e aperture del canale vocale, che producono una vibrazione 2. a. estens. Che risuona con energia, che esprime forza e intensità di sentimenti.

Omaggio alla vittoria alata (2021). Farfalle di carta intagliate e importate su tavola

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R: Eterna, enigmatica, onnisciente, aulica, silenziosa.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo Michael Gambino.
R: Metamorfica, spirituale, vibrante, florida, rumorosa.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R: Le farfalle rappresentano la continua trasformazione ciclica a cui va incontro la statua, dovuta al processo di ossidazione e ai successivi restauri. Per evidenziare tale processo ho utilizzato farfalle che richiamano il colore del bronzo ossidato, quindi bruno-verde.
Nell’opera è presente anche una specie denominata Urania. “Urania” era un epiteto della dea Afrodite, a cui la statua si ispira, che significava “celeste” o “spirituale” in contrapposizione ad Afrodite “Pandemos” ossia “per tutto il popolo” e serviva a distinguere l’amore più celeste dell’anima da quello più fisico.
Le farfalle disposte a cerchio sono un omaggio allo specchio o lo scudo, andato perso, che possedeva la statua. 

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LYS

futuristica agg. (pl. m. -ci). – Relativa al futurismo e ai futuristi. – Avv. futuristicamente, non com., secondo le concezioni del futurismo.

Vittò (2020). Smart Art – Vittoria Flower (2020) Digital painting con fiore olografico

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R: Affascinante, cruda, forte, antica, tenace.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo LYS.
R: Futuristica, erotica, combattente, ironica, illusa.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R: Vittoria Flower – Non una semplice opera, ma una fusione opera/istallazione. Spettacolarizzare un opera,  già maestosa e carismatica, ricreando una dimensione onirica, dove al posto del piatto un fiore olografico che rende omaggio all’ essenza di ciò che rappresenta la Vittoria, ma anche un omaggio alla donna che ne raffigura, forte, cruda e viva.

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Felipe Cardeña

meticcia (ant. mesticcia, mestizza o mestiza) s. f. e agg. 1. In antropologia fisica, in senso stretto, individuo nato da un genitore di razza bianca e da uno di razza diversa (africana, amerindia, cinese, ecc.) 2. In zootecnia, ibrido tra individui di razza diversa.

Vittoria Alata Pop Flowers (2021). Collage su tela

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R:  Classica, seducente, misteriosa, sognante, levitante.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo Felipe Cardeña.
R: Pop, kitsch, folle, meticcia, gioiosa.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R:  “Noi crediamo alla possibilità di un numero incalcolabile di trasformazioni umane e dichiariamo senza sorridere che nella carne dell’uomo dormono delle ali”.
Filippo Tommaso Marinetti, L’uomo moltiplicato, 1910

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Piè di pagina
Dove: Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero 12/13
Quando: dal 20 febbraio al 30 maggio 2021 negli orari di apertura della galleria.
Come: ingresso libero su prenotazione al numero 0303758583
Michael Gambino. @michael_gambino_artist
LYS. @l_y__s
Felipe Cardeña. @felipecardena

Mostra: Vittoria Alata. Musa contemporanea – La parola agli artisti

Come promesso nel post precedente, abbiamo deciso di dare la parola agli artisti che si sono cimentati nella rilettura della Vittoria Alata per la mostra attualmente in corso negli spazi di Colossi Arte Contemporanea e che sarà prossimamente visitabile anche online.

Al nostro invito hanno già risposto alcuni dei protagonisti, a cui abbiamo rivolto tre domande, sempre le stesse, per creare un filo conduttore, una proposta di chiave interpretativa di ciascuno dei tasselli che compongono questa interessante collettiva.
Ovviamente siamo partiti da lei, dalla Vittoria Alata originale, chiedendo poi a tutti, in un gioco di associazioni e parole in libertà, di creare una “didascalia” della musa così come l’hanno ritratta ed è da questa descrizione che abbiamo estratto a sorte un vocabolo andandolo a ricercare nelle pagine del Vocabolario Treccani.
Per l’ultima domanda, invece, non abbiamo posti paletti, lasciando ad ogni singolo artista la scelta su come strutturare la risposta così da far emergere la propria singolarità. Così qualcuno ha optato per un racconto, altri per una composizione quasi poetica, altri ancora per una sorta di flusso di coscienza.

Senza ulteriori indugi, entriamo in galleria guidati dalla voce di Max Bi, Elizabeth e Milena Bini… e un arrivederci al prossimo post per continuare la visita.

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Max Bi

trap s. m. inv. Sottogenere della musica rap, sviluppatosi, a partire dagli anni Novanta del Novecento negli Stati Uniti, come espressione degli ambienti sottoproletari urbani degradati e caratterizzato da testi violenti e aggressivi, ritmati da una musica elettronica fortemente sincopata.

Vittoria alata come musa contemporanea, Max Bi
Max Bi, Viktoria (2020). Tecnica mista su tela

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R: Futurista, enigmatica, poetica, musicale, preziosa.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo Max Bi.
R: Ironica, pop, trash, trap, hip hop.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R: Da bresciano D.O.C.G. non è stato difficile confrontarmi con uno dei simboli della mia città e la proposta di Daniele e Antonella Colossi mi ha immediatamente entusiasmato. Sin da piccolo, quando ad ogni gara di qualsivoglia sport o avvenimento importante venivamo premiati con la classica Vittoria Alata (base in marmo di botticino e statua in bronzo patinato verde) mi sono sempre chiesto il motivo reale di quel movimento delle sue braccia. 
L’idea che, prima di spiccare il volo, stesse danzando non mi ha mai convinto. Tanto meno mi è mai balenata l’idea che stesse scrivendo. Giammai ho ipotizzato si stesse specchiando. 
Per la verità sono sempre stato fermamente convinto fosse stata ritratta nell’atto di dare il mangime ai pesci di un acquario che poi è il mio segno zodiacale. 
We’re just two lost souls swimming in a fish bowl… ma così come per nuotare non servono le branchie… per volare non servono le ali. Tutto chiaro no? 

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Elizabeth

etèrea (ant. etèria) agg. [dal lat. aethereus, variante di aetherius]. – 1. a. Dell’etere, secondo la concezione degli antichi. b. poet. Del cielo. c. Per estens., purissimo, celeste. 2. Dell’etere cosmico.

Elizabeth Art Candy, Vittoria Alata (2020). Confetti colorati stabilizzati

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R: Maestosa, rappresentativa , imponente, ammirabile, potente.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo Elizabeth.
R: Iconica, femminile, armoniosa, elegante, eterea.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R: Nella mostra sono presenti tre mie opere, sono state realizzate con l’intento di omaggiare il ritorno dell’iconica scultura, al suo grande splendore, e al suo ricollocamento…ammirata nel suo dolce ritorno.
Un drappo di confetti colorati sostituisce il bronzo, diventando una nuova pelle e ponendo un nuovo punto di vista da cui osservarla. 
Un antico mosaico, ma reso contemporaneo, di confetti stabilizzati, a rappresentarla con il suo scudo andato perduto… e talvolta invece decoro di un piedistallo per esaltarne la dolce Vittoria…

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Milena Bini

riapparizióne s. f. [der. di riapparire]. – Il riapparire; nuova apparizione.

Milena Bini, Mela alata (2021). Terracotta e tecnica mista, picciuolo in vetro con murrina

D: Cinque parole per descrivere la Vittoria Alata.
R: Grazia, bronzo, bellezza, forza, storia.

D: Cinque parole per riassumere il testo della sua rilettura secondo Milena Bini.
R: Simbolismo, rinascita, ritorno, riapparizione, unicità.

D: Un numero di parole illimitato per proporre al pubblico la chiave di lettura della o delle sue opere in mostra.
R: Azzurro, Brescia, appartenenza, simbolo, restyling, fedeltà, bellezza, oro, catch diversity, rentrée, trasparenza,  trascendentale, rappresentativa, Brixia, figurativa, emblema, ripristinazione, unica, ripresentazione, evanescenza… la mela protagonista di quest’opera contiene in sé un frammento di cielo. L’azzurro che sovrasta la città diviene quindi il luogo di accoglienza dell’antica scultura, che si staglia imperitura nella limpida decorazione del frutto. L’altra faccia della mela presenta invece una Vittoria alata quasi evanescente. Come avesse affrontato viaggi in luoghi lontani e avesse quindi perduto una parte di sé, la statua simbolo di Brescia ha fatto ora ritorno nella sua città ed è pronta a rinascere tra le sue braccia.

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Piè di pagina
Dove: Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero 12/13
Quando: dal 20 febbraio al 30 maggio 2021 negli orari di apertura della galleria.
Come: ingresso libero su prenotazione al numero 0303758583
Max Bi. IG @maxbi_artist
Elizabeth. IG @elizabeth_art candy 
Milena Bini. IG @milenabini

Mostra: Vittoria Alata. Musa contemporanea

Alla storia del ritrovamento della Vittoria Alata, del suo recente restauro e del ritorno a Brescia abbiamo dedicato l’ultimo post. Oggi vogliamo ritornare sullo stesso tema, ma in un’ottica completamente diversa e assolutamente contemporanea, quella di Daniele e Antonella Colossi che ci propongono una rassegna particolarmente interessante di riletture e reinterpretazioni della celeberrima scultura bronzea.

Sono 35 gli artisti coinvolti nel progetto dai galleristi e 40 le opere realizzate, con i materiali, i linguaggi e gli stili più diversi, all’insegna della massima libertà creativa e con un’unica indicazione, quella di rimanere fedeli alla propria tecnica usuale. Le pareti e gli spazi della galleria sono quindi popolati di fotografie e statue, sculture e ritratti, dipinti e collage per un vero e proprio tributo alla Vittoria Alata come fonte, ancora inesaurita, di ispirazione.

Una mostra variegata e variopinta, capace di catturare l’attenzione e la curiosità dei visitatori, consentendo a ciascuno di scegliere la “propria” rivisitazione, la chiave di lettura più consona di quell’opera che ormai, almeno per molti bresciani, si è trasformata in un’icona.

Il collettivo di indirezionenoncasuale non è riuscito a scegliere l’opera più rappresentativa, una sorta di copertina, perché mai come in quest’occasione sono molteplici i lavori che ci hanno colpito e affascinato, stupito e intrigato, fatto riflettere e spinto ad avvicinarci, quasi come se fosse possibile entrare al loro interno, per coglierne tutti i dettagli.

Non volevamo che questo post diventasse solo una galleria di fotografie e, visto anche il momento così particolare che stiamo vivendo, in cui cercare di colmare le distanze è diventato contemporaneamente tanto più importante quanto più difficile, abbiamo deciso di provare a fare parlare se non direttamente le opere, quanto meno gli artisti che le hanno create, perché le loro parole fossero la colonna sonora di una visita virtuale. Anche perché, siamo certi che il pubblico lo coglierà immediatamente, in questa mostra l’elemento verbale è importante, non solo nei titoli, ma per completare il messaggio delle immagini, talvolta per decodificarlo.

Nell’attesa di poter sfogliare il catalogo (magari nell’edizione firmata e a tiratura limitata, con il ricavato della vendita destinato a un’iniziativa benefica) e di consegnare davvero la tastiera agli artisti, per iniziare questo nostro percorso di scoperta, chiudiamo gli occhi e ascoltiamo l’ouverture, lasciamoci insomma guidare dalla voce di chi ha progettato e realizzato la mostra.

“Peculiare risulta essere ciascuna delle opere d’arte realizzate ad hoc per l’evento, in quanto esse non sono altro che il risultato finale dell’unione armoniosa di due mondi temporalmente così lontani.
È un omaggio sincero e riconoscente quello che il mondo dell’arte contemporanea ha deciso di compiere nei confronti dell’antica scultura, simbolo di Brescia, dando così vita ad un dialogo continuo tra passato e
presente. Grazie alle originali ed eccentriche opere realizzate da personalità artistiche di grande rilievo, La Vittoria alata, attraverso i secoli, conserva la sua perdurabile bellezza dimostrando di essere, al di là del tempo, musa contemporanea”.

Immaginando di voler produrre una guida originale, o meglio che ciascun artista volesse farci da cicerone, a ognuno abbiamo, tra l’altro, chiesto di riassumere la propria creazione in cinque parole e, alla fine della visita, sveleremo anche le nostre (e aspettiamo di leggere le vostre nei commenti).
Intanto chiudiamo questo post ricordando quelle scelte da Daniele e Antonella Colossi per sintetizzare la visione d’insieme della Vittoria Alata rivisitata: pop, umanizzata, sconfitta, evanescente, iconica, celata.

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Dove: Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero 12/13
Quando: dal 20 febbraio al 30 maggio 2021 negli orari di apertura della galleria.
Come: ingresso libero su prenotazione al numero 0303758583