Vivere Brescia #8

Dal 23/09/2020 al 29/09/2020

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1) “I can’t see beyond these fucking clouds” di Alessio Barchitta
Entrare nel bunker di via Odorici è un salto nella storia, un rifugio antiaereo nel cuore della città che non ha perso, pur nella sua mutata destinazione d’uso, nulla di quella peculiare atmosfera che trovo abbiano queste strutture.
Sarà il brusco cambio di temperatura rispetto all’esterno, o forse la scarsa illuminazione o ancora la sola idea di trovarsi sottoterra, ma appena varcata la soglia il tono di voce cambia, si fa sommesso, rispettoso della memoria di quel luogo. Sottoterra sperando di rivedere il cielo, senza certezze. Può sembrare un controsenso, ma credo che sia la sede più adatta per il progetto di Alessio Barchitta, vincitore del premio Nocivelli, che porta letteralmente il cielo in una stanza, o meglio lo racchiude in un armadio.
A noi la mostra è piaciuta perché è sicuramente originale e dialoga perfettamente con la cornice che la ospita, lasciando al visitatore la libertà di scegliere la propria chiave di lettura.

Categoria: Installazione
Dove: BunkerVik – Il rifugio delle idee, Via Odorici 6/b
Quando: dal 4 settembre al 4 ottobre, da giovedì a domenica dalle ore 16.00 alle 20.
Cosa: mostra temporanea
Pagina facebook: @bunkervik 
Come: ingresso libero

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2) “Black Mode”
La galleria E3 propone un percorso espositivo, curato da Alberto Fiz, che ruota tutto attorno al nero, al non colore, a una singola suggestione interpretata dagli artisti con mezzi, linguaggi e modalità diverse. Il nero come punto di partenza per un riflessione sulla materia e sulla forma, come “spazio” entro il quale tutto può accadere o, come ci ricorda il curatore, citando il filosofo Alain Badiou una “sintesi infinita delle luci all’interno del nero”.
Alcune opere esposte ci sono parse particolarmente interessanti e tra queste citiamo sicuramente quelle di Domenico Bianchi, realizzate in cera e olio su fibra di vetro, che riprendono lo schema caro all’artista, quegli elementi geometrici che non cambiano e, paradossalmente, danno vita sempre a nuove composizioni.

Categoria: Arte
Dove: E3 arte contemporanea, Via Trieste 30
Quando: dal 12 settembre al 4 novembre 2020, negli orari di apertura della galleria
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero

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3) Meccaniche della meraviglia 14 (Museo Diocesano)
All’interno della rassegna “Meccaniche della meraviglia”, giunta alla sua quattordicesima edizione, gli spazi del Museo Diocesano dialogano con le opere di tre artisti diversi, per suscitare meraviglia appunto nei visitatori, catturarne lo sguardo, sollecitarne la curiosità
Generazioni diverse e provenienze diverse, ma un filo conduttore unico, quello della luce, a legare i lavori in mostra.
Dalle Fratture di Filippo Centenari all’installazione di Arthur Duff, all’esterno, nel volto che conduce in Rua Confettora e che consente al pubblico di godere di uno scorcio per molti inedito del museo, fino alle meravigliose farfalle di Giulio De Mitri, davvero “visioni inaspettate”.
A noi la mostra è piaciuta perché riesce davvero a offrire una nuova percezione degli spazi, a immergere il pubblico in una diversa dimensione, fatta di contrasti, di rimandi, di suggestioni.

Categoria: Arte
Dove: Museo Diocesano, via Gasparo da Salò 13
Quando: dal 12 settembre all’11 ottobre 2020, tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, chiuso il mercoledì
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero

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4) “JUAN NAVARRO BALDEWEG. Architettura, Pittura, Scultura. In un campo di energia e processo”
Il Museo di Santa Giulia ospita la retrospettiva dedicata all’architetto, pittore e scultore spagnolo Juan Navarro Baldeweg e attraverso modelli e disegni dei progetti più importanti, grandi tele e sculture ne ripercorre la carriera.
L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni per il ritorno in città della Vittoria Alata che dopo il lungo restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sarà collocata nella cella orientale del Capitolium, allestita proprio su progetto dell’architetto Navarro Baldeweg.
L’approccio trans-disciplinare e la continua ricerca sono due elementi chiave del percorso di questo poliedrico artista e la collocazione dei lavori nella suggestiva Basilica di San Salvatore consente di creare un duplice percorso, sottolineando il costante desiderio dell’artista di porsi e porre le proprie creazioni in relazione con gli spazi circostanti, con le loro luci e ombre, con le loro forme, dando vita a un linguaggio multiforme.
Un’occasione unica per vedere con occhi nuovi uno dei simboli della città.

Categoria: Arte
Dove: Museo di Santa Giulia, via dei Musei 81
Quando: dal 18 settembre 2020 al 5 aprile 2021; fino al 30 settembre da martedì a venerdì: 12.00 – 17.30 d sabato, domenica e festivi: 11.00 – 18.00 e dal 1 ottobre al 5 aprile: martedì – domenica: 10:00-18:00. Chiuso il lunedì
Cosa: mostra temporanea
Come: mostra compresa nel biglietto di ingresso al Museo di Santa Giulia

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5) 20’ To Milan: Fotografie di Giancarlo Carnieli
Il racconto per immagini di una comunità rurale alle porte di Milano, frutto di un viaggio lento, camminando “di campo in campo”, seguendo il ritmo del lavoro agricolo. E proprio questa dimensione di immersione nella quotidianità di una comunità che ci affascina, perché è la cifra distintiva di tanti dei viaggi del collettivo indirezionenoncasuale.

Categoria: Fotografia
Dove: Museo nazionale della fotografia, via Gasparo da Salò 13
Quando: fino al 4 ottobre 2020, da martedì a giovedì ore 9.00- 12.00, sabato e domenica dalle 16.00 alle 19.00 
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero, consigliata la prenotazione all’indirizzo museobrescia@museobrescia.net

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6) Librixia 2020
Torna la Fiera del Libro di Brescia, appuntamento con l’universo editoriale da vivere in una serie di incontri dal vivo con gli autori e conferenze, per discutere di letteratura, cultura e giornalismo, senza dimenticare le incursioni in altri mondi della comunicazione, dalla musica al teatro fino all’arte, nel format “Libri &”.

Categoria: Eventi
Dove: Piazza Vittoria
Quando: dal 26 settembre al 4 ottobre 2020, orari vari
Cosa: fiera del libro
Come: ingresso gratuito su prenotazione
Programma completo sul sito https://www.librixia.eu/

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Per le altre mostra in corso si rimanda alle puntate precedenti della rubrica Vivere Brescia.

Vivere Brescia #7

Le temperature sono ancora estive, ma le vacanze sono ormai un ricordo. Per non lasciarsi travolgere dallo stress cosa c’è di meglio che continuare a cercare la bellezza che ci circonda?… senza nemmeno uscire dai confini cittadini. Anche per i prossimi sette giorni le proposte sono varie, per tutti i gusti.

Dal 16/09/2020 al 22/09/2020

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1) Motusorbitas
Un’immersione nell’immensità del cosmo con l’installazione-performance di Alessandro Zambelli al Carme.
Dopo la lunga parentesi forzata l’arte torna a dialogare con la struttura architettonica stessa della ex chiesa e i visitatori, ancora una volta, non sono semplici spettatori, meri fruitori delle opere, ma sono chiamati a una partecipazione attiva, muovendosi nello spazio, spostandosi per ammirare i sette lavori in metallo e schemi a led in un’atmosfera rarefatta. Luce e buio, moto e immobilità, la mostra vive di contrasti.
Particolarmente suggestivo l’allestimento nell’abside, ma non anticipiamo altro per lasciare spazio alla meraviglia che si prova davanti a “Chandelier”.
A noi è piaciuta perché per un attimo abbiamo avuto davvero l’impressione di poter toccare con mano il moto degli astri, di assistere alla loro danza trasportati dalla musica di Luca Maria Baldini, anche se probabilmente l’effetto complessivo sarebbe stato più potente se i muri che fungono da sfondo non fossero così bianchi.

Categoria: Installazione
Dove: Carme
Quando: dal 12 settembre al 18 ottobre 2020, mercoledì – domenica dalle 18.00 alle 21.00.
Cosa: Mostra temporanea
Come: ingresso libero.

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2) Lori Nix. Il potere della natura
La mostra di Lori Nix negli spazi di Paci contemporary, di cui abbiamo già scritto a maggio, ha riaperto i battenti dopo la pausa estiva.
Restano un paio di settimane per ammirare una personalissima interpretazione della staged photography in cui l’uomo è completamente assente, pur restando ben presente, con le sue tracce, con tutto ciò che ha lasciato dietro di sé e di cui la natura va progressivamente riappropriandosi.
A noi la mostra è piaciuta molto perché offre una panoramica completa del percorso artistico della fotografa americana, aprendo al contempo una finestra su una delle diverse forme della staged photography.

Categoria: Fotografia
Dove: Brescia, Paci contemporary, Via Borgo Pietro Wuhrer 53.
Quando: fino al 30 settembre 2020 negli orari di apertura della galleria
Come: ingresso libero.

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3) “Piazze d’uomo”
Al Ma.Co.f si apre un nuovo capitolo della rassegna “Dentro la permanente” con l’esposizione delle opere di Matteo Lonati e Giovanni Arici dedicate alla piazza “intesa come patrimonio immateriale, culturale, dell’umanità”, come racconta uno dei due fotografi, con l’uomo al centro.
Un tema unico per due diverse personalità dietro la macchina da presa, sarà sicuramente interessante vedere come questa diversa sensibilità si traduce sulla pellicola.

Categoria: Fotografia
Dove: Ma.Co.f, Via Moretto 78
Quando: dal 12 settembre al 11 ottobre, da giovedì a domenica dalle ore 15.00 alle 19.
Cosa: mostra temporanea
http://www.macof.it/piazze-duomo
Come: ingresso libero.

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4) “Black Mode”
La galleria E3 propone un percorso espositivo, curato da Alberto Fiz, che ruota tutto attorno al nero, al non colore, a una singola suggestione interpretata dagli artisti con mezzi, linguaggi e modalità diverse.
Il nero come “spazio” entro il quale tutto può accadere.
Uno dei membri del collettivo indirezionenoncasuale ha scelto proprio il nero come suo colore preferito, quindi questa mostra è entrata subito di diritto tra gli appuntamenti da segnare in calendario.

Categoria: Arte
Dove: E3 arte contemporanea, Via Trieste 30
Quando: dal 12 settembre al 4 novembre 2020, negli orari di apertura della galleria
Cosa: mostra temporanea
Come: ingresso libero.

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Ancora in corso: “View Window”, “Meccaniche della meraviglia”, “I can’t see beyond these fucking clouds”, “Un’altra parte”.

Tour della Valle d’Aosta con mezzi pubblici: due escursioni da Bard

Quella che nei piani si preannunciava come giornata “tranquilla”, di decompressione, dedicata all’esplorazione dei dintorni di Bard, senza prendere mezzi pubblici, ma lasciandosi solo trasportare dai piedi, si è conclusa con il contapassi fermo a 12,8 chilometri percorsi e “45 piani saliti” e ci ha regalato una passeggiata magnifica, immersi nella natura, in assoluta solitudine.

La mattinata decidiamo di dedicarla al tratto terminale della valle dell’Ayasse, a monte di Hône, il paese che si trova di fronte a Bard a cui è collegato da un ponte in pietra sulla Dora. Di questo itinerario, una parte di quel sentiero degli orridi che si snoda fino a Pontboset, Champorcher e Fontainemore, avevamo visto alcune foto in rete e ci aveva subito affascinato. Le indicazioni da seguire sono quelle per le “Tre Goye di Hône”.

Attraversiamo quindi il ponte di buon mattino e ci dirigiamo verso il municipio e da lì lungo la strada che porta all’area camper (dove si trova anche uno degli hot spot per accedere a Internet) che ci lasceremo sulla destra, come il torrente, per imboccare la strada asfaltata in salita da seguire fino a quando non si raggiunge uno spiazzo erboso con il cartello segnavia.
A questo punto si deve attraversare una passerella in metallo che porta sull’altra riva della forra, quasi come una porta su un altro mondo, più fresco e silenzioso, che ci fa sentire un po’ come degli autentici esploratori.

Il sentiero, che risale il torrente è percorribile in assoluta sicurezza, è classificato come T e presenta un dislivello di circa 95 metri, e permette di ammirare dall’alto gli orridi dell’Ayasse, le gole con le goye (vasche e pozze nella lingua locale) offrendo molteplici punti panoramici per scattare innumerevoli foto.
I tratti più esposti della via sono tutti dotati di corrimano e sono state inserite delle staffe nella roccia per aiutare nei punti più impervi.

Sono stati anche posizionati dei cartelli che illustrano la flora e la fauna, nonché le caratteristiche morfologiche e geologiche delle tre goye scavate nella roccia del letto del torrente dal flusso dell’acqua, con tutto il corredo di canalette e cascatelle, denominate, dal basso verso l’alto, Goille de Valieta, Goille de la Teua (Teua equivale a “marmitta”, “roccia scavata”) e Goille dou Breh (il breh è la denominazione, nel patois di Hône, della culla).

Nel complesso una bellissima passeggiata, non particolarmente impegnativa. Noi, fermandoci spesso a godere del paesaggio e della pace assoluta, abbiamo impiegato circa 45 minuti per arrivare a destinazione e, dopo un cambio di obiettivo, altrettanti per ritornare al punto di partenza.

Per pranzo ci premiamo con una sosta al rinomato Bistrot Ad Gallias (cibo buono, ma servizio decisamente migliorabile) e dopo aver riempito la borraccia siamo pronti a una nuova avventura, alla ricerca delle vestigia romane nel territorio del Comune di Donnas.
Anche in questo caso la passeggiata, che si snoda lungo tutta via Vittorio Emanuele II, è classificata come T.
Al momento, a causa del rischio di frane si è costretti a percorrere una variante di cui va segnalata solo una ripida discesa – che al ritorno diventerà una altrettanto ripida salita – all’uscita del nucleo abitato di Bard. In ogni caso la fatica è breve e ben ripagata e già dimenticata quando si raggiunge l’ultima porzione rimasta della Via delle Gallie, la prima opera pubblica che i Romani realizzarono in Valle d’Aosta nel I secolo a.C., con il celeberrimo arco scavato nella roccia e l’antica pietra miliare che segna esattamente il XXXVI miglio di distanza da Aosta.

Il percorso a piedi è assolutamente sicuro visto che nel segmento che costeggia la statale SS 26 è stato realizzato un apposito camminamento e non presenta particolari difficoltà.
Consigliamo di non fermarsi all’arco prima di ritornare sui propri passi lungo la Via Francigena, ma di proseguire con una breve passeggiata nel borgo medievale di Donnas, praticamente un paese fantasma ma non privo di fascino, con finestre del ‘500, portali in noce e affreschi.

Piè di pagina
Noi abbiamo alloggiato a Bard, nella via principale, ospiti del superhost Franco.*

*indirezionenoncausale partecipa a programmi affiliati. Per gli acquisti fatti tramite i link indicati potrei ricevere una piccola commissione percentuale che non incide sul prezzo pagato.

Vivere Brescia #6

Le vetrine propongono già capi autunnali, le serate si sono fatte più fresche e la scena artistica e culturale della città è tornata ad animarsi.
Le proposte sono diverse, spesso interessanti, e di alcune il collettivo indirezionenoncasuale può già raccontarvi impressioni, sensazioni e opinioni.

Dal 9/09/2020 al 15/09/2020

1) View Window – Storie di quarantena

Fino al 27 settembre, tutti i venerdì e i fine settimana, è possibile visitare il terzo capitolo, dopo “View This” e “View Past”, del progetto artistico di Matteo Sambero (@smb.mtt su Instagram) che cerca di dare un senso alla fotografia, che, a suo parere, non deve restare una mera immagine, quanto trasformarsi in uno strumento per indagare la psicologia umana.
Il fotografo e videomaker accompagna i visitatori in una personalissima collezione di vedute dalla finestra che gli sono state inviate da tutto il mondo, spaziando da Sidney a Parigi, da Madrid a Verona, per arrivare alla più vicina Brescia, e che raccontano come in una sorta di diario la realtà della quarantena. In molti casi non proprio da “una camera con vista”, con scatti talvolta storti, spesso imperfetti, popolati degli affetti più cari o completamente svuotati da ogni presenza umana.
Si viaggia, ci si immerge per un istante, senza alcun voyerismo, nella vita degli altri per condividere quella che resterà un’indimenticabile esperienza comune e si entra, quasi in punta di piedi, aspettandosi quasi di trovare le famose pattine sulla porta, nella casa di una delle autrici delle fotografie.
E se siete fortunati e incontrate l’ideatore della mostra, come è successo a noi, fermatevi un istante e chiedetegli di spiegarvi il perché di quella sveglia solitaria sul tavolo di una delle sale…
A noi è piaciuta perché la mostra è uno specchio dei tempi incerti che abbiamo vissuto, ma anche uno sguardo verso quei diversi orizzonti che speriamo di poter tornare presto a raggiungere.

Categoria: Fotografia
Dove: Palazzo Martinengo, via dei Musei 30
Quando: dal 5 al 27 settembre 2020, venerdì 15.30 – 18.30; sabato e domenica 10.30 – 13.00 e 15.30 – 19.00.
Cosa: Mostra temporanea
Ingresso libero

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2) Gesto zero. Istantanee 2020

La mostra, che dopo Brescia farà tappa a Cremona e Bergamo, nasce da un’idea di Maurizio Donzelli, artista bresciano che ha avviato una riflessione sulle conseguenze della pandemia sull’arte o meglio su come l’arte possa essere uno strumento di rinascita.
Nel progetto che vede coinvolti oltre settanta artisti, si confrontano linguaggi artistici e stili diversi, che hanno in comune il punto di partenza, ossia la fotografia di quello che è stato definito il gesto zero, l’istante in cui l’opera sta per nascere.
Nelle sale si susseguono i pensieri e i lavori di alcuni di stessi artisti, la loro risposta alla domanda su cosa ci sia dopo questo “gesto zero”.
A noi la mostra non ha convinto pienamente perché in qualche misura sembra che manchi qualcosa, che l’idea originaria non abbia poi trovato piena realizzazione, o non si sia sviluppata nella direzione voluta. Ci è rimasta una sensazione di incompiutezza.

Categoria: Arte / Fotografia
Dove: Museo di Santa Giulia, via Musei 81/b
Quando: dal 1° agosto al 20 settembre 2020, da martedì a venerdì 12.00 – 17.30; sabato e domenica dalle 11.00 alle 18.00
Cosa: mostra temporanea
Ingresso libero
Prenotazione sul sito della Fondazione Brescia Musei

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3) “Un’altra parte” di Lucio Chiari

Al Ma.Co.f prosegue l’esplorazione della produzione artistica dei fotografi bresciani. La nuova puntata della rassegna “Dentro la permanente” è dedicata a Lucio Chiari che dopo aver molto viaggiato ha riscoperto la sua città natale, Brescia, come luogo d’elezione per la ricerca creativa. Ed è proprio questo legame con la città che ci incuriosisce.

Categoria: Fotografia
Dove: Ma.Co.f, Via Moretto 78
Quando: dal 5 settembre al 4 ottobre, da giovedì a domenica dalle ore 15.00 alle 19.
Cosa: mostra temporanea
http://www.macof.it/unaltra-parte-lucio-chiari/
Ingresso libero

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4) “I can’t see beyond these fucking clouds” di Alessio Barchitta,

La scelta della prima mostra per la riapertura del bunker, dopo il cambio di nome e di logo, è caduta sul vincitore del Premio Nocivelli 2019 che propone un’installazione tutta dedicata al cielo della Leonessa.
Ci andremo sicuramente perché “vedere” il cielo da un rifugio antiaereo è un’esperienza che non capita spesso.

Categoria: Installazione
Dove: BunkerVik – Il rifugio delle idee, Via Odorici 6/b
Quando: dal 4 settembre al 4 ottobre, da giovedì a domenica dalle ore 16.00 alle 20.
Cosa: mostra temporanea
Pagina Facebook: @bunkervik 
Ingresso libero

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5) Meccaniche delle meraviglie 14

La rassegna, giunta alla quattordicesima edizione, inaugura sabato 12 a Brescia. Otto artisti propongono installazione e opere site specific in diversi luoghi della città dal Museo Diocesano allo Spazio Contemporanea, da Palazzo Tosio al Mo.ca per “esaltarne le peculiarità e la meravigliante identità, facendone risaltare aspetti nascosti eppure identitari”. La ricerca di suscitare la meraviglia del pubblico si estende al di fuori delle mura cittadine, per arrivare fino a Puegnago del Garda, alla Fondazione Vittorio Leonesio. Siamo pronti a lasciarsi sorprendere e incantare.

Categoria: Arte
Dove: sedi varie
Quando: dal 12 settembre all’11 ottobre 2020
Cosa: mostra temporanea

Programma in città

Museo Diocesano, via Gasparo da Salò 13
orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, chiuso il mercoledì.

  • Filippo Centenari. Fratture, a cura di Alessia Belotti, Melania Raimondi e Camilla Remondina
  • Giulio De Mitri. Visioni inaspettate, a cura di Ilaria Bignotti
  • Arthur Duff. Origo, a cura di Ilaria Bignotti

Spazio Contemporanea, Corsetto Sant’Agata 22
orari: da giovedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30, domenica ore 10.00-12.00 e 15.00-19.00
Andrea Francolino. Queste lunghe soglie mutevoli, a cura di Ilaria Bignotti

Palazzo Tosio, Ateneo di Scienze Lettere ed Arti, via Tosio 12
orari: sabato e domenica visite guidate per gruppi di max 5 persone dalle 9.00 alle 17.00, martedì e giovedì su prenotazione dalle 15.00 alle 19.00
Giovanni Oberti. Autobiografia di riflessi e polvere a cura di Bianca Trevisan

MO.CA Centro per le nuove Culture, via Moretto 78
orari: da giovedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30, domenica ore 10.00-12.00 e 15.00-19.00
Paolo Iacchetti. Caso e Astrazione, a cura di Elena Di Raddo

Tour della Valle d’Aosta con mezzi pubblici: Étroubles

La prima tappa del nostro viaggio, partendo da Aosta, è uno dei borghi più belli d’Italia, Étroubles che si raggiunge agevolmente dal capoluogo, in poco più di mezz’ora, con l’autobus che porta a Saint-Rhémy-En-Bosses che sì non è molto frequente, ma consente comunque di trascorrere una giornata visitando il centro abitato, il suo museo permanente a cielo aperto e i dintorni.

Il nostro consiglio è di scendere alla fermata Croix Blanche nei pressi dell’omonimo ristorante, perfetta per una breve sosta all’ufficio del turismo (verificare sempre il giorno di chiusura) per ritirare la mappa “A Étroubles, avant toi sont passée…” che indica la posizione di tutti i principali monumenti, di ristoranti e servizi e delle opere d’arte contemporanea che hanno fatto meritare al Comune numerosi premi e riconoscimenti.
Mappa alla mano partiamo subito con l’esplorazione e, complici il silenzio e le ombre che ancora non sono state completamente spazzate via dal sole, sembra davvero di passeggiare nella storia.
Percorrendo le strette vie dal sapore antico di questo borgo “tra natura e arte” ci si ferma ad ogni angolo, senza dimenticare di sollevare lo sguardo verso l’alto, lungo un percorso artistico, nato nel 2005, che si pone in una sorta di dialogo con lo spettacolare paesaggio alpino circostante.
Basta salire sulla collinetta accanto al Municipio e girare lentamente su se stessi per restare ammaliati dal campanile romanico, risalente al 1400, e dai tradizionali tetti in lose che si stagliano contro lo sfondo della Valle del Gran San Bernardo.
Grazie alla sua posizione, il paese è citato sin dai tempi dei romani ed è poi divenuto una tappa della via Francigena e tra le opere non mancano quelle che omaggiano uno dei cammini per eccellenza. Sul tema a noi sono piaciuti piaciuti particolarmente i lavori di Italo Bolano…

… e la delicata interpretazione di Chicco Margaroli che adorna l’edificio delle poste donandogli un aspetto quasi fiabesco.

In realtà, come nostra abitudine, iniziamo ben presto a lasciarci trasportare dai piedi, senza una meta precisa, affascinati da tutto ciò che ci circonda, dalle antiche case in pietra e dai fontanili, dai balconi in legno fioriti che collocano Étroubles di diritto tra i “borghi fioriti”.

Raggiungiamo la latteria turnaria, la prima della Valle d’Aosta (1853) che oggi ospita un museo dedicato alla lavorazione dei più famosi formaggi locali, per poi imboccare la strada tutta in salita che porta alla frazione di Vachéry con la famosa torre a pianta quadrata, edificata nel XII secolo probabilmente su un sito romano.

Uno sforzo ripagato dalla bella vista sull’anfiteatro di montagne e che rende ancora più meritata la polenta concia che ci aspetta al ristorante “Le Gîte aux Marroniers”. Un locale riconoscibile dalla bella insegna in ferro battuto, molto carino all’interno, con anche uno spazio all’aperto, meno suggestivo, ma perfetto per mantenere il distanziamento. Consigliamo di prenotare* perché i posti a sedere sono ridotti e all’ora di pranzo il borgo è piuttosto animato. Usciamo soddisfatti, avendo mangiato bene e pagato il giusto, pronti a rimetterci in marcia.
Ci aspetta una passeggiata rilassante lungo il percorso che partendo dal parcheggio nei pressi del camping Tunnel e seguendo il segnavia 6C, nel bosco e lungo il torrente Artanavaz, porta alla località Prenoud in Comune di Saint-Oyen.
Purtroppo non riusciremo ad arrivare alla meta a causa di un temporale improvviso che ci costringe a ritornare sui nostri passi per riprendere l’autobus per Aosta.

Piè di pagina
Sito della società di trasporti Savda
Escursione da Étroubles

*indirezionenoncausale partecipa a programmi affiliati. Per gli acquisti fatti tramite i link indicati potrei ricevere una piccola commissione percentuale che non incide sul prezzo pagato. Codice di riferimento su The Fork: 7AB95734.

Tour dei castelli della Valle d’Aosta con solo mezzi pubblici: si può fare? Sì!

La programmazione
Lo abbiamo sentito ripetere fino alla nausea che l’estate del 2020 è stata “particolare”. In un clima di incertezza generalizzata, varcare i confini nazionali appariva particolarmente difficile e il collettivo di indirezionenoncasuale ha deciso di fermarsi in Italia per esplorare i castelli della Valle d’Aosta.
Fedeli alla convinzione che si possa fare turismo responsabile anche nello Stivale e al principio di minimizzare la nostra impronta ecologica per quanto possibile, visto che il cosiddetto turismo lento è la nostra modalità di viaggio d’elezione, tutto l’itinerario prevedeva esclusivamente spostamenti con mezzi pubblici o a piedi.
In molti ci hanno sconsigliato, sostenendo che sia difficile muoversi senza auto, che avremmo sprecato giornate alle paline dei bus o sulle banchine dei treni, ma abbiamo voluto provarci e – ve lo anticipo – pur con qualche ritardo e un paio di intoppi, l’esperimento è stato un successo.

Per la programmazione del nostro viaggio sono risultate essenziali alcune risorse:
1) il sito Airbnb per tutti i pernottamenti*
2) il portale turistico ufficiale della regione Valle d’Aosta
3) il sito della società di trasporti Savda, sia per il tragitto da Milano, sia per gli spostamenti interni
3) il sito della società di trasporti Vita – che abbiamo utilizzato in misura residuale
4) il sito per le prenotazioni delle visite a castelli e monumenti
5) il sito di Abbonamento Musei

Pernottamento
Ancora una volta abbiamo scelto di soggiornare in appartamento, per essere più liberi, mantenere il distanziamento sociale e immergerci nella vita dei due luoghi che abbiamo scelto come base, per quelli che saranno dei circuiti ad anello e che vi racconteremo in dettaglio sulle pagine del blog.
Come criterio di ricerca abbiamo privilegiato l’ubicazione e la centralità della struttura e ci siamo poi lasciati conquistare dalle foto, fidandoci delle buone recensioni degli altri viaggiatori e senza curarci della presenza del Wi-fi, visto che in Valle sono presenti numerosi hot spot da cui connettersi gratuitamente alla rete. In entrambe le sistemazioni ci siamo trovati molto bene.
Ad Aosta siamo stati ospiti di Josette, in un grazioso appartamento nel cuore storico di Aosta, a breve distanza dal teatro romano, a due passi dall’ufficio del turismo e da tutto ciò che il centro della città ha da offrire, così come dalla stazione ferroviaria e degli autobus. Una breve passeggiata conduce alla cabinovia per Pila.
Insomma un soggiorno in pieno centro, senza però essere in alcun modo disturbati dal rumore, potendo anche godere in assoluta solitudine del cortile interno. La gentilezza dell’host e la sua disponibilità, unite all’estrema pulizia della casa, meritano davvero cinque stelle.
Per la seconda tappa abbiamo scelto di spostarci verso l’imbocco della Valle, a Bard, per provare la vita nel borgo medievale e passeggiare per le sue strette viuzze dopo la partenza degli ultimi visitatori del Forte.
Ci ha ospitato Franco, profondo conoscitore del territorio, in un appartamento affacciato sulla via principale e con un terrazzino privato (con tanto di amaca per riposarci dopo gli innumerevoli chilometri percorsi) che in molti passando ci hanno invidiato. Anche in questo caso la sistemazione si è rivelata perfetta, per scoprire la nostra destinazione e per raggiungere la fermata dell’autobus, ed eventualmente la stazione di Hône-Bard.

“Giri in giro”
Il portale turistico offre moltissimi consigli, informazioni pratiche e materiali, anche scaricabili, nella sezione “Prima di partire” e ci è servito come fonte di ispirazione oltre che come pratico strumento per la programmazione dell’itinerario.
Una volta stabilito cosa vedere – suddiviso in “must see” e “mi piacerebbe” – il passo successivo è stato stendere un programma giornaliero e, soprattutto, verificare se esistevano dei mezzi che ci portassero a destinazione.
Con sorpresa abbiamo scoperto che la Valle è ben servita dalla rete di autobus di varie società di trasporti, che gli orari vengono abbastanza rispettati (anche se a sentire le signore che a Issogne discutevano alla fermata i ritardi sono una costante) e che con un po’ di buona volontà si può lasciare la macchina a casa o quanto meno parcheggiata ad Aosta.
Promossa a pieni voti, nella nostra esperienza, Savda, che ci ha consentito di raggiungere castelli e borghi in assoluta tranquillità, mentre con Vita l’esperienza non è stata pienamente positiva, l’abbiamo trovata meno organizzata e, onestamente, meno a misura di turista, sia nella sua presenza online sia in loco.

Arte e cultura
Castelli, castelli e ancora castelli.
Ebbene sì, siamo riusciti a visitare tutti quelli sulla nostra lista (tranne uno, Ussel) e persino a inserirne uno in più, ma complice l’attuale situazione ciò non sarebbe stato possibile senza una buona programmazione alle spalle e soprattutto senza aver prenotato in anticipo gli ingressi.
Certo, così si perde un po’ di spontaneità e della libertà di decidere all’ultimo momento, dopo aver guardato fuori dalla finestra, ma gli spazi e i numeri dei visitatori consentiti sono ridotti per cui, ad eccezione di Castello Gamba e del Forte di Bard, si rischia fortemente un viaggio a vuoto senza la magica conferma della prenotazione.
Una nota a margine, la conferma, stampata o sul cellulare, deve comunque essere convertita in un biglietto fisico, per cui è necessario un passaggio in biglietteria.

Noi siamo (felici) possessori dell’Abbonamento Musei e lo abbiamo sfruttato a fondo in questa vacanza. I monumenti e musei della Valle d’Aosta sono inclusi sia nella versione Abbonamento Musei Lombardia sia in quella del Piemonte e il sistema di prenotazioni online prevede una specifica opzione, per cui non ci sono sorprese né difficoltà.
Praticamente tutti gli ingressi sono così risultati gratuiti, anche alle mostre temporanee al Forte di Bard, quindi il costo dell’abbonamento è stato ben presto ammortizzato.
Dedicheremo a breve un post specifico su questa tessera.

*Link affiliato, potrei ricevere una commissione per le prenotazioni/acquisti tramite questo link che non incide sul prezzo pagato.

Ferrara in due giorni: cosa vedere

Due giorni nella “Città del Rinascimento”, iscritta nella Lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1995, sono sufficienti per cogliere le sue molte bellezze e per un assaggio di tutto ciò che Ferrara ha da offrire, anche dal punto di vista della sua cucina. Insomma una splendida meta per un fine settimana all’insegna dell’arte e della cultura.

In un post precedente avevo segnalato tutte le risorse utili per programmare il viaggio, oggi voglio raccontarvi tutto quello che siamo riusciti a condensare in due giornate molto intense. Noi abbiamo scelto di spostarci autonomamente, a piedi (scarpe comode, mi raccomando) e quando ci siamo seduti sul treno il contapassi segnava quasi 30 chilometri… la prossima volta il giro delle mura vogliamo provare a farlo in bicicletta.
Viste le nuove norme di sicurezza per gli accessi a musei e monumenti abbiamo prenotato quasi tutto in anticipo, sfruttando appieno il pass MyFe e il sito per le prenotazione dei musei civici e devo dire che, tranne per la visita di Palazzo Schifanoia, non abbiamo mai dovuto aspettare e gli orari previsti sono sempre stati rispettati, senza necessità di code o attese.

Due giorni non sono molti, certo, ma le distanze ridotte consentono di crearsi un percorso personale, che per noi è stato soprattutto artistico e di scoperta, da percorrere relativamente senza fretta, grazie anche all’ottima collocazione dell’appartamento che avevamo scelto come base.
Il primo giorno, ancor prima di depositare i bagagli, ci siamo diretti al Museo della Cattedrale, un autentico angolo di pace nel centro cittadino, con il suo chiostro a cui dedichiamo la prima foto.

Un piccolo gioiello, nella ex Chiesa di San Romano, in cui ammirare antifonari miniati, formelle del Duecento e arazzi, ma soprattutto le ante d’organo realizzate da Cosmè Tura che rappresentano il primo dei numerosi incontri che avremo con San Giorgio e il Drago. Siamo gli unici visitatori e l’assoluto silenzio, insieme a quella sensazione di essere davvero piccoli dinnanzi alla maestosità (e alle dimensioni) delle opere esposte, spingono alla contemplazione.
Ma non di solo spirito vive l’essere umano, quindi ci concediamo una pausa veloce per il pranzo, prima di iniziare il pomeriggio con una piacevole passeggiata che ci porta al Museo Archeologico Nazionale. In realtà il nostro programma era diverso, ma visto che il museo è attualmente visitabile nella sua interezza solo il mercoledì e il sabato – come ci ha ricordato la gentile addetta dell’Ufficio Turistico – cambiamo direzione in corsa. Ci sarà tempo domani per scoprire l’antica Via delle Volte e parte delle mura.

Il percorso di visita si snoda dall’abitato alla necropoli della città etrusca di Spina. I reperti sono molto interessanti e l’allestimento curato permette a noi visitatori (anche in questo caso unici) di passeggiare letteralmente nella storia, stupendoci ancora una volta della maestria degli artigiani e degli orafi, tra vasi decorati e raffinati monili. Non si può uscire da Palazzo Costabili senza aver ammirato la Sala del Tesoro, con il suo soffitto finemente decorato, così come la Sala delle Piroghe in cui sono conservate due imbarcazioni monossili, presumibilmente di età tardoromana (III-IV secolo d.C.), ma soprattutto senza essersi “smarriti” nel labirinto, punto di forza del bel giardino neo-rinascimentale. Geometrie e scorci romantici, quasi come in una fiaba.

L’immersione nel passato continua con Palazzo Schifanoia, il solo dove la procedura di prenotazione ha mostrato qualche falla. Nell’antica delizia estense è possibile visitare tre sale, tra cui il Salone dei Mesi, per il secondo incontro con San Giorgio, con le sue splendide pitture murali. Impossibile non restare a bocca aperta di fronte al ciclo di affreschi, opera collettiva di diversi pittori ferraresi che rappresenta trionfi di divinità pagane, figurazioni della vita quotidiana e simboli dell’astrologia, considerato uno dei capolavori del rinascimento italiano.

È arrivata anche l’ora dell’aperitivo, che decidiamo di sostituire con la visita del Castello Estense, autentico simbolo di Ferrara, con il suo fossato e le possenti torri. I mattoni rossi in cotto che si stagliano in contrasto con il cielo azzurro e con il verde degli aranci del giardino pensile, ospitato in una loggia merlata, regalano molti spunti fotografici. Purtroppo le prigioni e la Torre dei Leoni non sono attualmente visitabili, ma il percorso regala comunque splendide vedute e questa residenza della corte degli Estensi va percorsa senza mai dimenticare di alzare lo sguardo, per non perdere nessuno dei soffitti degli appartamenti affrescati (valida a questo proposito l’idea di posizionare degli specchi in alcuni ambienti, come il Salone dei Giochi, per consentire al pubblico di cogliere i minimi dettagli degli affreschi senza doversi “torcere il collo”).

I chilometri percorsi iniziano a farsi sentire e Morfeo ci aspetta a braccia aperte, dopo una buona cena all’Ostinato, prenotato con “The Fork”, per provare i famosi cappellacci di zucca violina.
L’altrettanto famosa torta alle tagliatelle ci aiuta a riprendere il passo, in un’assolata domenica mattina, verso il PAC e Palazzo dei Diamanti dove ci attendono due mostre, i Pittori fantastici nella Valle del Po e Banksy.
Una pausa con gelato sulle panchine del parco Massari e via verso la Certosa, complesso monumentale costruito attorno alla metà del Quattrocento e successivamente arricchito dalla Chiesa di San Cristoforo.
Gli appassionati di arte sacra e funeraria hanno a disposizione tre diversi percorsi tematici che noi abbiamo scelto di mescolare, lasciandoci trasportare dai passi in quella che viene definita una “emanazione della bellezza eterna della memoria”.

Per concludere il fine settimana in bellezza, e anche alla ricerca di un po’ di ombra, decidiamo di percorrere le mura cittadine, dalla Porta degli Angeli fino alla Porta Paola, fermandoci spesso a riposare e a godere della quiete, prima di ributtarci tra la gente lungo la Via delle Volte, ultima tappa prima di salutare Ferrara dai finestrini della Freccia Orobica che ci riporta a casa.

Qualche idea in più: Noi abbiamo scelto di scoprire la città in assoluta libertà, ma ci sono diverse opzioni per chi preferisce un itinerario guidato* o un tour in bicicletta*.
Per gli amanti della street art segnaliamo il progetto “FM streetmap – Ferrara Mappa della Street Art” che comprende una mappa dei graffiti e dei murales più significativi realizzati sui muri di Ferrara, tra cui quelli in via Dosso Dossi, realizzati nel 2016 nel corso di un intervento di riqualificazione di una vecchia scuola.

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Museo della Cattedrale
Aperto dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Chiuso il lunedì
Ingresso: intero 6 euro, gratuito con MyFe
Museo Archeologico Nazionale
Aperto dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 17.00. Chiuso il lunedì. L’intero museo (ossia tutte le sale del pianoterra e l’esposizione al piano nobile) è attualmente visitabile solo il mercoledì e il sabato
Ingresso: intero 6 euro; Sala del Tesoro, Sala delle Monossili e Giardino 1 euro, gratuito con MyFe
Palazzo Schifanoia
Aperto dalle 10.00 alle 19.00. Chiuso il lunedì
Ingresso: intero 6 euro, gratuito con MyFe
Castello Estense
Aperto dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30. Chiuso il martedì mattina.
Ingresso: intero 12 euro (comprensivi della visita alla mostra Tra simbolismo e futurismo. Gaetano Previati), gratuito con MyFe
Certosa
Accesso al cimitero monumentale è aperto tutti i giorni: inverno 7.00-17.00; estate 7.00-19.00.
Possibilità di seguire 3 percorsi tematici, tutti i giorni, da ottobre a marzo, dalle 8.30 alle 15.00.
Percorsi tematici: https://certosadiferrara.it/01-storie-di-ferrara; https://certosadiferrara.it/02-le-sette-arti; https://certosadiferrara.it/03-la-sacra-bellezza
Mura cittadine
https://www.ferraraterraeacqua.it/it/materiale/ferrara-e-le-sue-mura

* indirezionenoncausale partecipa a programmi affiliati. Per gli acquisti fatti tramite i link indicati potrei ricevere una piccola commissione percentuale che non incide sul prezzo pagato. Codice di riferimento su The Fork: 7AB95734.

Mostra – Un artista chiamato Banksy, Palazzo dei Diamanti, Ferrara

Questa a palazzo dei Diamanti è per indirezionenoncasuale una “mostra recuperata”. Si tratta, infatti, di quella stessa mostra che (grazie alla, o meglio a causa della fiducia mal riposta in Trenitalia) non siamo riusciti a visitare a Genova.

In qualche misura è anche una seconda puntata, un rinnovato incontro con l’opera di Banksy, un rivedere con piacere molti dei lavori già esposti a Milano con la consueta dose di polemiche, il tutto con maggiore tranquillità, senza la ressa delle sale del Mudec, i gruppi organizzati con relativa guida a costruire muri umani davanti ai lavori più noti. In generale la sensazione è quella di “maggior respiro”, quasi un controsenso visto l’obbligo di indossare la mascherina, di poter godere della slow art per dirla all’americana.
A questo proposito per evitare lunghe attese e occhiate invidiose ai fortunati che entrano senza fila è estremamente consigliato prenotare la visita.

Opere in parte già viste, dunque, ma non senza qualche novità. In particolare Lab rat, realizzato per il festival di Glastonbury nel 2000 con spray e acrilici su compensato e che la scheda informativa ci racconta essere stato ritrovato e riconosciuto per caso.

Oppure ancora una delle serigrafie su carta che più mi ha colpito per la sua forza espressiva, Nola, opera apparsa inizialmente come dipinto su muro a New Orleans, tre anni dopo le devastazioni dell’uragano Katrina.

Proprio le informazioni riportate su Lab rat e Nola richiamano l’attenzione sulla cura che gli organizzatori hanno dedicato alle schede informative. Non semplici cartellini scarni (e spesso mal illuminati e di infelice collocazione), ma vero e proprio tassello nella narrazione della figura dell’artista e della sua opera.
Così come sono interessanti (e particolari) i pannelli che corredano l’esposizione, in forma di infografica, raccontando il cammino dell’artista di Bristol.
Nel percorso espositivo, che include oltre 100 pezzi della produzione di Banksy, dai poster agli stencil su stoffa, dalle serigrafie ai dipinti, spicca anche la scultura Mickey Snake, in fibra di vetro, poliestere, resina e acrilici, creata per Dismaland, il distopico parco a tema ideato dall’artista nel 2015.

Guardando in una delle teche la maglietta commemorativa di questa installazione temporanea penso che uno dei miei reali rimpianti sia proprio quello di non essere riuscita a visitarla, ma spero che un giorno Banksy ci proporrà qualcosa di altrettanto dirompente e – è una promessa che faccio a me stessa – questa volta sarà pronta, non mi lascerò scoraggiare dalla distanza e dalle difficoltà di organizzare il viaggio. Quindi questo è solo un arrivederci.

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Dove: Ferrara, Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole d’Este 21
Quando: fino al 27 settembre 2020, tutti i giorni dalle 11.00 alle 21.00
Come: ingresso intero 10 euro (+ 1 euro per diritti di prevendita per l’acquisto del biglietto online)
Catalogo della mostra
Per approfondire: Affreschi urbani. Piero incontra un artista chiamato Banksy ; Banksy. Wall and piece; Banksy. Siete una minaccia di livello accettabile; Cercasi Banksy disperatamente, ed. 2020; La vera arte è non farsi beccare. Interviste a Banksy.
Un suggerimento in più: per scoprire tutte le bellezze di Ferrara noi abbiamo soggiornato in un appartamento nel cuore di Ferrara, a pochi minuti a piedi da Palazzo dei Diamanti, prenotato su airbnb.it*.

*In qualità di membro di Airbnb Associates, potrei ricevere una commissione per le prenotazioni tramite questo link che non incide sul prezzo pagato.

Mostra – Pittori fantastici della Valle del Po, Padiglione d’Arte Contemporanea, Ferrara

“Negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo”

Un regalo inaspettato dalla visita a Ferrara, una passeggiata in solitaria tra le opere, potendo scoprirne i minimi particolari, senza fretta, in una ancora sonnolenta domenica mattina e a posteriori posso dire che qualche volta l’ignoranza paga. Probabilmente se avessi saputo prima che questa mostra ha visto, seppure in misura residuale, Vittorio Sgarbi tra gli organizzatori/promotori mi sarei domandata due volte se acquistare il biglietto e sì la mia antipatia per il personaggio è tale da avermi fatto saltare a piedi pari il suo scritto che apre il catalogo, ma visto che appunto ignoravo questo fatto, incuriosita innanzitutto dal titolo, ho effettuato la prenotazione. E non me ne sono pentita.
Muovendosi tra le sale, quasi seguendo il corso del fiume, visto che la mostra si articola in sezioni dalla connotazione non tanto tematica, quanto geografica, passando dal Monviso allo Scrivia, dallo Scrivia al Panaro, dal Panaro al Delta e poi fino al mare, si coglie appieno il significato della visione di Camillo Langone che ha voluto questa rassegna, quella sulle pareti è “arte del nostro tempo, del nostro spazio”, sono quadri che raccontano passato e presente (e un po’ di futuro) di un preciso territorio, suoi frutti.

Massimo Galliani, Un Po d’oro, 2018

Così come il percorso è radicato nello spazio padano, altrettanto lo sono i riferimenti musicali (solo accennati tramite qualche verso, ma non per questo meno protagonisti) che accompagnano il visitatore allo scoperta di un paesaggio reale e irreale, a tratti surreale, fantastico, così come creati dalla fantasia appaiono i personaggi che lo popolano.

Enrico Robusti, Affettazione liturgica, 2014

Visioni diverse, tecniche e stili diversi per un percorso non banale, lontano dai classici paesaggi, non meramente descrittivo, ma che apre spiragli sulla poetica dei singoli artisti – pagine del diario di un viaggio che si lasciano sfogliare a cavallo tra vedute e sogno.

E allora il catalogo della mostra diventa una sorta di guida in cui Langone narra l’esposizione procedendo dalla sorgente al delta, mescolando alla propria le voci degli artisti protagonisti in uno scritto suggestivo che propone spunti interpretativi e immagini evocative.
Una mostra a cui dedicare il giusto tempo e che credo colga appieno il legame con i luoghi da cui è nata e con la città che la ospita, chiudendo un cerchio che parte idealmente dalle ante d’organo di Cosmè Tura dedicate a San Giorgio che uccide il drago (1469), esposte al Museo della Cattedrale, al Trittico di San Giorgio e il drago (2020) di Giuliano Guatta.

Giuliano Guatta, Trittico di San Giorgio e il drago, 2020

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Dove: Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea, Corso Porta Mare 5
Quando: dal 3 luglio al 27 settembre 2020, orari 10 – 13.00 e 16.00 – 19.30, chiuso il lunedì;
Come: ingresso intero 5 euro, gratuito per i possessori del pass Myfe. Prenotazioni  
Catalogo della mostra

Un fine settimana a Ferrara: fase 1 – la programmazione

La mostra di Banksy a Ferrara è lo stimolo che ci voleva per organizzare un fine settimana alla scoperta di una città dalle molte attrattive, il cui centro storico è incluso nella Lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1995, come “Città del Rinascimento”, con la seguente motivazione “mirabile esempio di città progettata nel Rinascimento, che conserva il suo centro storico intatto e che esprime canoni di pianificazione urbana che hanno avuto una profonda influenza per lo sviluppo dell’urbanistica nei secoli seguenti”.

Per la programmazione della visita sono risultate essenziali alcune risorse:
1) il sito Airbnb per il pernottamento*
2) il portale turistico ufficiale della provincia di Ferrara
3) il sito per le prenotazione dei musei civici
4) le pagine dedicate a MyFe, la carta turistica di Ferrara

Pernottamento
In ogni luogo che visitiamo ci piace immergerci nella realtà quotidiana e soprattutto in questo periodo quando è ancora forte l’idea di “stare distanti” la scelta non poteva che cadere su una intera casa. Nella lista dei desideri soprattutto la posizione centrale e poi, ovviamente, un prezzo onesto. La scelta (felicissima) è caduta sulla proposta del superhost Federico, entro le mura, a dieci minuti a piedi tanto da Palazzo dei Diamanti che dal Castello Estense, in un palazzo d’epoca, con uno grazioso affaccio su un giardino interno. Tranquillità e buon riposo assicurato. A pochi passi una forneria che consente di provare anche qualche dolce tipico ferrarese, una gelateria con interessanti gusti stagionali, ristoranti e negozi, una farmacia. La cortesia e disponibilità di chi ci ha accolti hanno fatto il resto.
I plus: biciclette a disposizione degli ospiti e tantissimi materiali da consultare per godere appieno dell’offerta turistica della città.

“Giri in giro”
Per pianificare al meglio due giorni molto intensi abbiamo sfruttato al massimo il portale turistico, da cui è possibile scaricare anche molti materiali utili, come la cartina che accompagna nella passeggiata lungo i 9 chilometri delle mura cittadine o la guida per chi vuole spostarsi in bicicletta . Un portale fondamentale per conoscere le bellezze di Ferrara e costruire l’itinerario perfetto, su misura.
In realtà proprio questo percorso lungo le mura ci ha permesso di vivere una domenica pomeriggio nel verde, tra le piante, spesso in assoluta solitudine, muovendoci con lentezza, assaporando l’atmosfera rilassata, uno di quei magici momenti in cui l’unica cosa importante senza quella di mettere un piede davanti all’altro, lasciandosi trasportare.

Arte e cultura
Palazzi rinascimentali e musei, chiese e giardini, affreschi e collezioni di reperti archeologici, Ferrara ha davvero tutte le carte in regola per soddisfare gli amanti della storia e dell’arte.
Certo, dopo la quarantena, uno dei punti critici è sicuramente quello di capire quali monumenti e strutture siano aperti, in che orari e con quali modalità e ancora una volta ci affidiamo al portale turistico che propone un elenco in costante aggiornamento, con tutte le informazioni utili per evitare delusioni (ad esempio ad oggi la Torre dei Leoni e le prigioni nel Castello Estense sono ancora chiuse al pubblico, così come il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea) e spostamenti inutili.

Selezionati i luoghi del cuore e le esperienze da non perdere, nell’ottica delle nuove norme che regolano il contingentamento degli ingressi, abbiamo deciso di sacrificare un po’ di spontaneità e prenotare direttamente le diverse visite grazie al servizio gratuito offerto dai civici musei. Questa prenotazione serve esclusivamente per riservare il proprio posto nella data e all’ora prescelta, mentre il pagamento avviene direttamente alla cassa delle varie strutture (nota: il sistema non include il Museo Archeologico, a gestione statale).
Per coloro che intendono scoprire il mondo degli Estensi e molto altro di ciò la Città del Rinascimento ha da offrire a un prezzo vantaggioso è possibile acquistare, anche online, MyFe, un pass che include i principali musei e monumenti. Noi l’abbiamo provato e vi racconteremo a breve la nostra esperienza.
Sempre a proposito del panorama museale e artistico, vale la pena ricordare che dal 1° luglio al 31 ottobre 2020, nell’ambito della campagna “Ferrara rinasce”, è prevista una riduzione del 30% della tariffa intera per l’ingresso ai Musei Civici, consegnando alle biglietterie il coupon rilasciato dall’Ufficio Informazioni Turistiche della città a fronte della presentazione di uno scontrino o ricevuta delle realtà economiche della città, di importo pari o superiore a 10 euro.

Piè di pagina:
*In qualità di membro di Airbnb Associates, guadagno quando prenoti tramite questo link.
Per approfondire la visita della città: Saper vedere la città: Ferrara di Biagio Rossetti in formato Kindle; Per le vie di Ferrara. Edicole devozionali mariane e simboli religiosi; Ferrara. Città d’arte in formato Kindle.