Mostra – Warhol&Friends. New York negli anni ’80, Palazzo Albergati, Bologna

Ricordo ancora l’emozione della prima grande retrospettiva dedicata a Andy Warhol che ho visto a Palazzo Grassi a Venezia. Era il 1990.
Oggi, dopo quasi tre decenni, visito con curiosità la mostra a Palazzo Albergati, in cui Warhol dialoga idealmente con i suoi amici e, accanto ad alcune opere ormai “familiari”, scopro un ritratto di Lenin in cui si riflettono, in un gioco di prospettive, la falce e il martello.


(Nella foto: Lenin (Black), 1987, serigrafia su cartoncino e Untitled (Hammer and Sickle), 1977, Acrilico e matita su carta)

I veri protagonisti nelle sale, però, non sono solo Mao o Jackie, né Marilyn o Superman, o ancora le iconiche scarpe in polvere di diamanti oppure le lattine di una zuppa che confesso di aver assaggiato solo perché “è quella dei quadri di Warhol”, quanto piuttosto gli anni Ottanta, con la loro atmosfera glitz and glam che l’allestimento ricrea perfettamente, in un autentico salto nel passato, con tanto di sfera specchiata effetto discoteca. E proprio la musica è uno dei fili conduttori del percorso espositivo, dai ritmi ipnotici “so 80s” dei Talking Heads alla disco music che ancora adesso invoglia a scendere in pista, fino a Song for Drella degli ex Velvet Underground Lou Reed e John Cale che ci racconta dei lati opposti della personalità di un artista timido e contemporaneamente esibizionista, romantico e cinico, che con le sue infinite polaroid ci ha lasciato non solo semplici ritratti, ma il Ritratto di un’epoca.

Un’epoca, destinata a chiudersi bruscamente poco dopo la sua morte, di cui Warhol è tanto testimone quanto attore, con i suoi travestimenti e le sue trasformazioni, fino a diventarne un’icona, così come la città simbolo di quegli anni, New York, altra grande protagonista di questa rassegna con i muri dei palazzi che si tramutano in tele per i graffiti degli ormai celebri Basquiat e Keith Haring, le strade del Bronx, le stanze della Factory.

Aprendo il capitolo degli amici del titolo della mostra, ho soprattutto apprezzato, anche per l’inserimento in un allestimento particolarmente riuscito, due opere di Ronnie Cutrone, artista newyorkese e assistente di Warhol alla Factory, che omaggia il maestro rivisitandone due degli elementi chiave ricorrenti: Mickey Mouse e il biglietto verde.


(Nella foto: Untitled, 1981, olio su tela e Star Search, 1989, tecnica mista su carta)

In sintesi direi che lo sforzo del curatore di restituire al pubblico un decennio di particolare fermento, anche sociale, in cui gli artisti aspiravano a una “democratizzazione” dell’arte, portandola fuori dalle gallerie e riavvicinandola alle strade, è senz’altro riuscito, proprio grazie alle contaminazioni di cui la mostra è così ricca.

Piè di pagina
Dove: Bologna, Palazzo Albergati
Quando: dal 29/09/2018 al 24/02/2019, dalle 10.00 alle 20
Come: biglietto intero 15 euro (con audioguida)
Catalogo in vendita in mostra;
Catalogo della mostra del 1990 *
http://www.arthemisia.it/it/warhol-bologna/

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