Wildlife Photographer of the Year – Milano (2018)

Anche quest’anno l’Associazione culturale Radicediunopercento porta a Milano, negli spazi della Fondazione Luciana Matalon, le immagini finaliste e vincitrici nelle diverse categorie del concorso fotografico indetto dal Natural Hystory Museum di Londra, giunto ormai alla 53esima edizione e che ha visto confrontarsi fotografi da ben 92 paesi.
Per il 2017 l’obiettivo, è proprio il caso di dirlo, è stato puntato sulla salvaguardia del pianeta.

Una galleria intensa e interessante, che lascia la voglia di commentare e discutere, di confrontarsi sui temi e, soprattutto, sui premi assegnati.

Per queste mie personalissime impressioni ho scelto quattro opere, non sulla base dei criteri che dichiaratamente guidano la giuria nell’assegnazione dei riconoscimenti ufficiali, ossia valore artistico (sempre opinabile), complessità tecnica (che non sono in grado di giudicare) e creatività (che a mio avviso in questo tipo di immagini spesso è frutto di una imprevedibile combinazione di pazienza e fortuna), quanto piuttosto sulle emozioni che hanno saputo suscitare. Si tratta, in qualche misura e con una sola eccezione, di quelle fotografie che vorrei poter esporre sulle pareti di casa mia.

Sewage surferIsola Sumbawa, IndonesiaUn cavalluccio marino trasporta un cotton fiocCategoria Immagine singola© Justin Hofman – Wildlife Photographer of the Year

Iniziamo dalla foto che vorrei non fosse mai stato possibile scattare, testimonianza dell’incuria dell’uomo, dell’effetto devastante delle nostre azioni sul pianeta che neppure i colori pastello riescono a mitigare.
Un pugno nello stomaco che fissa sulla carta la fragilità del mondo in cui viviamo.

Si arriva poi alla foto che vorrei tanto poter un giorno scattare anche io. L’incontro nei boschi innevati con il lupo parla alla parte più profonda di me.

E in ultimo, tra tutte, due fotografie che mi hanno affascinato, per come riescono a catturare un momento, un’emozione, a raccontare una storia con una sola immagine e che dimostrano come il bianco e nero sia una cifra stilistica che riesce a raggiungere corde più nascoste rispetto al colore.

Piè di pagina
Dove: Milano, Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67
Quando: dal 5 ottobre al 9 dicembre 2018, dalle 10.30 alle 19.00 (venerdì dalle 10.00 alle 22.00), chiuso il lunedì
Come: biglietto + tessera associativa 10 euro
https://www.radicediunopercento.it/wildlife-photographer-of-the-year-2018-5-ottobre-9-dicembre/
Catalogo dell’edizione 2016, catalogo dell’edizione 2015, catalogo dell’edizione 2014. La collezione che celebra i 50 anni del premio 50 Years of Wildlife Photographer of the Year: How Wildlife Photography Became Art (Natural History Museum) e il meglio dell’edizione del 2016, Wildlife Photographer of the Year 2016: Highlights. Tutti i volumi sono in lingua inglese.

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