Mostra – Paolo Pellegrin. Un’antologia, Maxxi, Roma

Nel mio lavoro, io pongo domande ed esprimo preoccupazioni. È un’opportunità per mettere in circolazione un sistema di anticorpi, senza alcuna pretesa di rendere il mondo un posto migliore, ma per avviare una conversazione con il mondo. (Paolo Pellegrin)

Entrando nella prima sala della Galleria 5 che ospita la mostra dedicata a Paolo Pellegrin si ha quasi l’impressione di entrare in un luogo sospeso, senza tempo, in una caverna in cui la luce, in realtà, non è da ricercare al di fuori, ma sulle pareti della stessa, nelle immagini che raccontano le storie, a tratti tragiche, di esseri umani e della Natura.
Proprio buio e luce, i due opposti tra cui si snoda l’intera esposizione, sono i tratti caratteristici di un allestimento perfettamente riuscito.
La prima sezione è dominata da un nero che diviene quasi una forma fisica, capace di assorbire tanto il tempo, quanto i suoni e ogni colore, accentuando i temi dominanti delle immagini: dolore, guerra, distruzione, una tragedia, spesso insensata, che si consuma tanto sotto gli occhi dei visitatori che negli sguardi dei protagonisti.
Il bianco e nero delle fotografie non fa sconti, non concede tregua , è una precisa cifra stilistica di un modo profondo di intendere il lavoro del fotografo, quasi come una sorta di indagine dell’animo umano e delle sue verità in un gioco di relazioni con gli altri e con l’ambiente circostante.
L’elemento della casualità è volutamente assente, così come è assente ogni giudizio.

In fondo alla galleria si chiude la prima sezione con una serie di ritratti/figure, che l’autore definisce “fantasmi”, colti in momenti di passaggio che ci conducono progressivamente verso la luce, sia quella che proviene dall’esterno, attraverso le grandi vetrate, sia quella che caratterizza la seconda parte della mostra, in cui prevale l’elemento naturale nelle sue diverse forme su muri bianchissimi.

Uno degli aspetti più interessanti dell’allestimento è il corridoio che collega le due sezioni e che regala, in pochi metri, una panoramica del “dietro le quinte” della ricerca di Pellegrin, tra i suoi taccuini, schizzi e appunti, tasselli estremamente importanti per comprendere come il fotografo costruisce i propri reportage, fondati su osservazione e analisi e soprattutto lettura, giacché, come ha ricordato “se una foto non è abbastanza buona è perché non hai letto abbastanza”.

Piè di pagina
Dove: Roma, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo – Via Guido Reni 4A
Quando: dal 7/11/2018 al 10/03/2019. Da martedì a venerdì e domenica 11.00 – 19.00; sabato 11.00 – 22.00. Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.
Come: biglietto intero 12 euro.
https://www.maxxi.art/events/paolo-pellegrin-unantologia
Per approfondire: booklet della mostra, catalogo*, fotolibro* ed. Contrasto.

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