Palcoscenici Archeologici. Interventi curatoriali di Francesco Vezzoli a Brescia

Nell’attesa di vedere quale sarà il progetto con cui, dal prossimo 2 ottobre, sarà il primo artista italiano vivente a realizzare un’opera site-specific in Piazza della Signoria a Firenze, Francesco Vezzoli è tornato a Brescia, città in cui è nato, nella doppia veste di artista e curatore con otto opere installate nel Parco Archeologico di Brescia Romana e nel complesso di Santa Giulia, dalla terrazza alle celle del Capitolium, al Teatro Romano, fino alla Basilica di San Salvatore e alla Domus dell’Ortaglia.
Un autentico percorso in cui ogni tappa è studiata per creare un dialogo tra una scultura e le vestigia romane e longobarde della città, con il chiaro intento di rileggere, reinterpretare il patrimonio storico alla luce della contemporaneità.
Una sorta di viaggio attraverso la storia e l’architettura, vincitore del banco dell’Italian Council, programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, per “la grande qualità ideativa e per la capacità di far risuonare l’arte contemporanea con l’archeologia e l’arte antica, in maniera coerente e armoniosa”.

Le opere esposte rappresentano un condensato degli elementi che caratterizzano la produzione artistica di Vezzoli, dalle citazioni e rivisitazioni della classicità, dalle contaminazioni e stratificazioni alle allusioni agli artisti più amati (De Chirico in primis), dal tropo della lacrima, ormai sua firma iconica, ai tocchi glamour, sino all’ironia e alla critica sociale.

Il cammino dei visitatori non può che cominciare dalla Nike Metafisica, scultura in cemento, polvere di marmo e bronzo, che resterà nella collezione civica bresciana, posta quasi a guardia del Parco Archeologico e, soprattutto, della cella che custodisce la sua “sorella più antica”.
Un omaggio alla Nike di Samotracia, esposta nelle sale del Louvre, e alle celeberrime teste da manichino di De Chirico che si staglia sullo splendido sfondo delle colonne del Tempio Capitolino con l’ambiente circostante che diviene non solo scenario, ma co-protagonista dell’opera. Il mutare della luce e delle condizioni meteorologiche donano riflessi diversi al bronzo, contribuiscono al racconto di nuove storie.

Oltre alle opere, colpisce l’allestimento, curato da Filippo Bisagni che valorizza le sculture creando al contempo un gioco di rimandi cromatici e di forme con gli spazi che le ospitano.
Lo si nota in particolare quando si arriva a Santa Giulia, nella Domus dell’Ortaglia dove si incontra un corpo bronzeo della celebre Venere di Willendorf, una Kim Kardashian ante litteram secondo Vezzoli, posta su un plito cilindrico che sembra integrarsi perfettamente con il mosaico a scacchiera o ancora nella sezione romana del museo, che ospita uno dei due inediti in mostra, La colonne avec fin.

Dalla romanità ai longobardi il passo, almeno qui, è breve, e il visitatore si ritrova in quell’autentica meraviglia che è la Basilica di San Salvatore, più precisamente nella Cappella di Sant’Obizio.
E qui alla meraviglia per noi si è sommata altra meraviglia, quando, inaspettata nella sua collocazione, ci è apparsa la scultura C-CUT Homo ab homine natus.

Cemento e bronzo, una testa in marmo originale dell’epoca romana, gesso alabastrino, tempera ad uovo e cera microcristallina si uniscono nell’ennesima stratificazione, creando un’opera sorprendente, che pare prendere vita, grazie alla sua base rotante, sotto gli occhi del pubblico che assiste a un “parto”, a un uomo che nasce da un uomo, con un richiamo narrativo e metaforico all’antichità, ma anche probabilmente ad artisti più moderni.
Una stratificazione che rispecchia quella della struttura originaria con cui, ancora una volta, l’artista riesce a creare un legame dialogico, una conversazione che travalica i limiti temporali.

Uscendo dalla mostra ci si ritrova stupiti, come al risveglio in un luogo nuovo e al contempo noto, nel cuore della città.

Una nota a margine: Per tutti coloro che oltre ai Palcoscenici Archeologici di Vezzoli vogliono scoprire Brescia, con i suoi segreti e le sue storie, con tutte le sue bellezze, i suoi protagonisti e i suoi simboli consigliamo di fare un giro sul sito di Guida Artistica – un gruppo di guide turistiche abilitate – che offre molteplici proposte interessanti, tra cui DIGHET DEL BU’? un’insolita passeggiata all’insegna dei proverbi locali.

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Dove: Brixia. Parco archeologico di Brescia romana + Museo di Santa Giulia
Quando: fino al 9 gennaio 2022, tutti i giorni escluso il lunedì, dalle ore 10 alle ore 17.
Come: biglietto integrato intero 15 euro, ingresso gratuito con l’Abbonamento Musei Lombardia. Per informazioni sulle tipologie di biglietti e per le prenotazioni consultare il portale di Brescia Musei
Letture: Francesco Vezzoli. Ediz. Illustrata*; TV70 Francesco Vezzoli guarda la Rai. Ediz. italiana e inglese*; Casa Iolas. Citofonare Vezzoli. Catalogo della mostra*.

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