Mostra – Sandy Skoglund. Winter, Brescia

I always say that my work is actually very realistic to me, realistic, not surrealistic, is not fantasy. This is really the world as it is, as I see it. (Sandy Skoglund)

Dopo l’antologica a Torino le opere di Sandy Skoglund tornano in mostra nella sede bresciana di Paci contemporary (in cui, l’ho già detto in precedenza, gli spazi ex industriali sono stati recuperati in maniera sapiente).
E come per una celebre serie TV, anche per l’artista statunitense l’inverno è arrivato, a chiudere un lungo percorso, questa volta iniziato nel 2008 con un’inedita e onirica rilettura della primavera (Fresh Hybrid).
Si conclude quindi la prima metà di un ciclo, con la possibilità per il pubblico di entrare nella scenografia dell’installazione, di svelarne i minimi dettagli, dai cosiddetti eyeflakes, insoliti fiocchi di neve in ceramica e metallo, ai crumpled foil papers, fogli in alluminio modellati per ricreare un paesaggio invernale.
L’esperienza non è però soltanto un’immersione in questa visione invernale, ma piuttosto un viaggio, sulle pareti della galleria, attraverso l’intera evoluzione artistica della fotografa, dai primi lavori “più tradizionali” degli anni Settanta, al progressivo sviluppo della staged photography e al suo straordinario bestiario, fino a questa ultima immagine, un ibrido di tecniche e concetti che è la somma di tutte le sue forme d’arte.
Con Winter la scultura digitale entra per la prima volta a pieno titolo nel processo creativo dell’artista che aveva già lavorato e sperimentato con altri materiali, dalla resina alla plastica fino alla ceramica. Cambia lo strumento, ma non il concetto che la scultura sia come uno specchio – inconscio ci ricorda la stessa Skoglung – di colui che la crea, frutto del suo relazionarsi con le figure scolpite.

Un applauso a Paci contemporary per aver portato in Italia sia Winter sia Sandy Skoglund che, in un appuntamento a metà tra la conferenza e la lectio magistralis, ci ha raccontato di sé e della propria arte, della sua volontà di superare i confini della fotografia commerciale, portandola proprio nelle gallerie d’arte, di come la sua cifra stilistica sia la serialità, da intendersi come costante dialogo tra somiglianza e differenza.
Con le sue parole la fotografa ha trasportato il pubblico nel suo immaginario, nella sua personale visione del mondo, come palcoscenico, come finzione, offrendo diverse chiavi di lettura, come il gioco dei contrasti (tra l’alto e il basso, inteso spesso nel senso di kitsch o di pop, tra velocità e lentezza, tra uomo e natura e uomo e animale, tra semplice e complesso) che pervade la sua intera produzione e gli stessi metodi di lavoro.

Nell’attesa, personalmente spero non decennale, di un’altra stagione, per scoprire l’universo quasi cinematografico di Sandy Skoglund, sempre sospeso tra verità e finzione, tra razionale e irrazionale, tra “assurdo” e normale” vale davvero la pena di fare tappa a Brescia.

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Dove: Brescia, Paci contemporary, Via Borgo Pietro Wuhrer 53
Quando: dal 10/05/2019 al 30/09/2019 negli orari di apertura della galleria.
Come: ingresso libero
Per approfondire: Constructed Realities: The Art of Staged Photography* in inglese; Sandy Skoglund. Magic time; il recentissimo Sandy Skoglund a cura di Germano Celant, in lingua inglese; Focus: Five Women Photographers: Julia Margaret Cameron/Margaret Bourke-White/Flor Garduno/Sandy Skoglund/Lorna Simpson*

Angoli nascosti: Palazzo Tosio (Brescia)

La casa museo dei conti Tosio, oggi sede dell’Ateneo di Brescia, Accademia di scienze lettere ed arti, è uno di quei luoghi che si riescono a visitare quasi sempre per caso, e con una certa dose di fortuna. Quindi, non appena ne ho avuto l’occasione ho deciso di prenotare una visita guidata per scoprire un altro degli angoli se non proprio nascosti, quanto meno poco conosciuti della mia città.
E il percorso attraverso le diverse sale non ha certo deluso le aspettative.
Il palazzo si sviluppa dall’unione di tre diversi edifici, oltre agli spazi delle ex scuderie sul lato est del cortile, e alla forma odierna si è lavorato a lungo, dal primo decennio del 1800 fino ai tardi anni Quaranta dello stesso secolo, per creare quella che nelle intenzioni dei conti Paolo e Paolina doveva essere essere la sede della loro considerevole collezione d’arte, nonché un luogo di incontro del cosiddetto Cenacolo Tosio che riuniva alcuni dei massimi esponenti dell’élite bresciana del periodo.
La facciata e gli esterni in generale onestamente non sono particolarmente spettacolari, ma basta entrare nel portone per scoprire un bell’esempio d’uso di materiali locali, come il marmo di Botticino con cui sono realizzate, ad esempio, la fontana con vasca (opera di Gaetano Monti) e la balaustra o la pietra di Sarnico che riveste l’intero cortile.
Purtroppo oggi quello stesso cortile che, grazie a uno speciale congegno, poteva trasformarsi in un laghetto per le anatra tanto amate dalla contessa, è adibito a parcheggio.

Il piano nobile del palazzo, nell’ala disegnata dal Vantini, contiene ancora alcuni mobili originali, così come qualche opera d’arte, ma sono soprattutto i soffitti e gli affreschi, i dettagli architettonici e gli stucchi a catturare l’attenzione dei visitatori, l’infilata di stanze dal gusto neoclassico in cui si susseguono pareti dai colori pastello e divani in velluto, statue e bassorilievi e preziosi lampadari, testimoni non solo del gusto dei padroni di casa, ma di un’intera epoca.
Un percorso che si snoda dalla galleria iniziale verso la sala ovale, dominata dalla statua in marmo di “Silvia alla fonte” e poi ancora fino al gabinetto ottagonale con i suoi specchi, la galleria delle incisioni (alle cui pareti rimangono sole le iscrizioni con l’indicazione della posizione delle opere) e ancora la cappella, la “saletta bruciata” e l’alcova, via via sino alla conclusione della visita, nella sala da pranzo.

Davvero uno “scrigno in cui l’architettura si fonde perfettamente con le decorazioni e gli arredi” come lo ha definito la stampa, restituito alla città dopo anni di restauri e riallestimenti, da scoprire e ammirare pur se talune delle opere più importanti che ospitava hanno ormai trovato una diversa collocazione.

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Palazzo Tosio
Dove: Via Tosio 12, Brescia
Quando: solo in occasione di aperture straordinarie
Calendario delle visite guidate su prenotazione per il 2019

Installazione: Carme Genesis

Iniziamo dalla sede che ospita Carme Genesis installazione realizzata da Quintessenz, il duo tedesco, formato da Thomas Granseuer e Tomislav Topic. Con grande soddisfazione mi capita sempre più spesso di visitare strutture e luoghi restituiti alla cittadinanza con una destinazione diversa all’insegna dell’arte.
È questo il caso della vecchia chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, oggi sconsacrata e chiamata Sala, che grazie alle sue dimensioni e alla sua configurazione si è trasformata in uno splendido spazio espositivo.
Metallo e legno convivono con mura bianchissime in un recupero ben riuscito che gioca tra antico e moderno in cui gli elementi architettonici sono completamente inglobati nel progetto e contemporaneamente spiccano, aggiungendo punti di frattura nella prospettiva.
La Sala è già uno spettacolo quando è vuota, ma la suggestione è amplificata al massimo da un’installazione in cui colori, materiali e forme richiamano all’antica sacralità, accentuando l’altezza dei soffitti e l’ampio respiro della navata che viene riempita con una cascata verticale di pannelli colorati che riescono ad apparire corporei ed incorporei al tempo stesso. Un gradiente che invita a sollevare gli occhi (e lo spirito) verso l’alto, etereo e costantemente mutevole a seconda dell’effetto della luce che lo colpisce, in quello che alcuni hanno definito come “un ponte tra la terra e il cielo” che si inserisce perfettamente in questa cornice.

Nelle nicchie laterali e nell’ex coro graffi di colore rompono il candore delle pareti, ma l’attenzione è costantemente attratta dalla sovrapposizione dei pannelli, dalla loro costante interazione con la luce, mentre ci si muove quasi attraverso l’opera stessa.
Noi ci siamo goduti l’esperienza probabilmente nella sua dimensione ottimale, circondati dalla musica eppure in silenzio, in totale solitudine, anche se immagino che la presenza del pubblico possa aggiungere anche un’altra dimensione, quella del movimento, all’installazione.
Si esce dalla Sala, per immergersi nelle vie del Carmine, con due certezze, la prima è che quest’opera site-specific del collettivo Quintessenz è una conferma dei motivi della sua crescente notorietà e la seconda è che Brescia si sta aprendo sempre di più all’arte contemporanea.

Pié di pagina
Dove: Brescia, Carme – Centro Arti Multiculturali Etnosociale, Via delle Battaglie
Quando: mercoledì – domenica 16.00 alle 20.00, dal 8 febbraio al 3 marzo 2019
Come: ingresso libero
http://www.carmebrescia.it/quintessenz

Mostra – Horst P. Horst: A Legend of Style, Paci contemporary, Brescia

“I don’t think photography has anything remotely to do with the brain. It has to do with eye appeal.” (Horst P. Horst)

Iniziamo subito dal contenitore di questa mostra, la nuova sede bresciana di Paci contemporary, un luogo direi pressoché perfetto per ospitare una mostra fotografica, grazie a un bel restauro che ha saputo mantenere, anzi esaltare, il rigore dell’architettura industriale dello storico birrificio mescolandolo con dettagli di stile davvero unici. Un felice esempio di come gli spazi esistenti possano essere recuperati, trasformati, restituiti alla città.

E la fascinazione continua decisamente all’interno della galleria, tutta dedicata alla fotografia, con la mostra Horst P. Horst: A Legend of Style che celebra una leggenda della fotografia di moda che ne ha rivoluzionato la stessa estetica, con la sua capacità di ritrarre abiti e modelle raccontando al contempo un sogno di bellezza e glamour.
L’uso sapiente della luce, quasi a creare delle sculture sulla pellicola (più di un critico ha parlato di chiari rimandi al classicismo greco, oltre che al surrealismo), con scene coreografate sin nei minimi dettagli e una visione “architettonica” delle singole parti e dell’insieme, oltre che degli arredi di scena, che tradisce i trascorsi del fotografo come assistente di Le Corbusier. Sono le mani, in particolare, a costruire pose senza tempo, algide e al contempo assolutamente fisiche, mentre le modelle diventano icone di una bellezza che il tempo non pare scalfire.


courtesy of Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Per oltre sei decenni, dal 1931, le immagini scattate da Horst hanno occupato le pagine di Vogue contribuendo a definire lo stile inconfondibile della rivista. Stile inconfondibile di cui sulle pareti della galleria possiamo ammirare un assaggio nelle riproduzioni di grande formato, raramente esposte in Italia, in una sequenza che mette in luce la classe del fotografo tanto nell’uso del bianco e nero che del colore.

courtesy of Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Le immagini di Horst di questa temporanea non sono però l’unica ragione per uscire dalle mura cittadine e visitare la galleria ci offre una panoramica davvero interessante su alcuni esponenti di spicco della staged photography in tutte le sue diverse sfumature.
Dalle opere oniriche, quasi autentici dipinti, di Teun Hocks, ai meravigliosi paesaggi artificiali di Sandy Skoglund fino alla particolareggiata ricostruzione di mondi in miniatura della fotografia a installazione di Lori Nix.
E se ancora non fosse sufficiente le scelte dei galleristi ci portano nel magico mondo di Arthur Tress, ma anche nell’ambito della fotografia vista come impegno umanitario con i ritratti ambientali di Phil Borges, senza dimenticare l’originale rivisitazione del tema del ritratto dell’artista di Giuseppe Stampone.
Un’emozione diversa in ogni sala.

Piè di pagina
Dove: Brescia, Paci contemporary, Via Borgo Pietro Wuhrer 53
Quando: dal 15 dicembre 2018 negli orari di apertura della galleria
Come: ingresso libero
Catalogo a cura di Paci contemporary per i tipi di Silvana Editoriale S.p.A.
Per approfondire: Horst. Photographer of style (in lingua inglese), Horst: Sixty Years of Photography (in lingua inglese)

Vivere Brescia #3

La città si veste a festa nel mese di dicembre e nell’attesa di salutare il nuovo anno ecco qualche proposta per (ri)scoprire il patrimonio bresciano e per vivere la città all’insegna di “tutta la bellezza che c’è” nel miglior stile di #indirezionenoncasuale

Dal 16/12/2018 al 30/12/2018

Horst P. Horst: “A Legend of Style”
La nuova sede espositiva di Paci contemporary, che va ad animare quel Borgo Wuhrer che ha ridefinito il contesto urbano di Brescia, apre i battenti con una mostra dedicata a Horst P. Horst, fotografo icona dello stile a cui si devono innumerevoli immagini sulla pagine patinate di Vogue.
Grazie a questo omaggio a tutto tondo i visitatori potranno ammirare la maestria del fotografo nell’uso delle luci, della forma e dello spazio.
Ma le fotografie di Horst P. Horst sono solo uno dei motivi per visitare la galleria che offre un generoso assaggio della cosiddetta staged photography in tutte le sue diverse manifestazioni (qualche nome su tutti: Teun Hocks, Lori Nix, Sandy Skoglund) e la possibilità di scoprire la tecnica del gellage con i lavori del suo inventore, Michal Macku.

Categoria: Fotografia
Dove: Paci contemporary gallery, Via Borgo Pietro Wuhrer 53 – Borgo Wuhrer
Quando: dal 15 dicembre 2018
Cosa: Mostra temporanea
http://www.pacicontemporary.com/www/it/mostra/brescia
Ingresso libero negli orari di apertura della galleria

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Civici musei di Brescia
Straordinaria apertura gratuita dal 24 al 31 dicembre nei civici musei di Brescia. Il Museo di Santa Giulia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Parco Archeologico di Brescia Romana e il Museo delle Armi Luigi Marzoli in Castello, fresco di ristrutturazione, aprono le porte ai cittadini e ai turisti con una serie di appuntamenti e laboratori per adulti e bambini.

Categoria: Eventi
Dove: varie sedi
Quando: dal 24 dicembre al 31 dicembre 2018
Cosa: ingresso gratuito ai musei, visite guidate e laboratori a pagamento
Programma completo
http://www.bresciamusei.com/

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Fotografare l’arte
Una riflessione sulle molteplici figure dell’artista, viste attraverso le lenti di fotografi che diventano testimoni di un’epoca e delle stesse espressioni artistiche che costituiscono l’oggetto delle loro fotografie. Come scrivono i curatori l’esposizione si pone e propone come una “una proposta di lettura, costruita su esempi e suggestioni, di diversi momenti di incontro e di dialogo tra la fotografia italiana e il mondo dell’arte, e delle riflessioni sui propri rispettivi linguaggi che ne sono scaturite”.

Categoria: Fotografia
Dove: Macof – Centro della fotografia italiana, Via Moretto 78
Quando: dal 10 novembre 2018 al 13 gennaio 2019, da martedì a domenica 15:00 – 19:00
Cosa: Mostra temporanea
http://www.macof.it/fotografare-larte/
Ingresso libero negli orari di apertura del centro

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2512X
Arriva a Brescia 2512X: l’offerta di Natale per condividere la città in festa con musica, spettacoli, teatro di strada, eventi per bambini, letture, flash mob e mercatini artigianali.
Perché 2512X? 2512 è il numero che suggerisce subito la data del Natale, ma anche il CAP della città, un’unione unica e originale tra Brescia e la festa più amata dell’anno.

Categoria: Eventi
Dove: varie sedi
Quando: dal 24 novembre 2018 al 6 gennaio 2019, da martedì a domenica 15:00 – 19:00
Cosa: Esibizioni, narrazioni, musica, mostra-mercato, visite guidate
Programma completo 

Angoli nascosti: Sala dei Cavalieri (Brescia)

Ci sono angoli nascosti in ogni città, che nemmeno chi vi è nato e cresciuto spesso conosce, per mille diversi motivi.
A Brescia è il caso della Sala dei Cavalieri, a Palazzo Broletto, in quelle che oggi sono le soffitte del lato sud di un luogo storicamente centro del potere cittadino, sede del Podestà e del Consiglio generale.
Riscoperto quasi per caso intorno al 1945 l’imponente affresco, della lunghezza di circa 50 metri e alto approssimativamente 9 metri, decorava in origine l’antico salone dal soffitto interamente ligneo del palazzo, prima della sua trasformazione seicentesca e, soprattutto, prima che una mano di calce e gli scaffali dell’Archivio Storico Civico lo nascondessero completamente.

Salendo la scala a chiocciola in pietra ci si muove a ritroso nel tempo, per ritornare a quello che era un salone unico, luminoso grazie alle polifore e bifore che si aprivano sulle sue pareri, adornato dal più lungo affresco in Italia a tema profano risalente al 1270 – 1280.
La decorazione rappresenta uno splendido esempio della pittura infamante  o pittura d’infamia che nel Medioevo rappresentava un’autentica pena, una sorta di strumento punitivo per i “fuorilegge”, destinata a raffigurare, dileggiandolo a futura e perenne memoria, chi aveva cospirato o agito contro il Governo del Popolo.

La lettura del racconto per immagini che corre lungo due muri inizia dal lato opposto a quello della porta d’ingresso, con una processione di cavalieri ghibellini, come mostrano le insegne, incatenati e dolenti, cacciati da Brescia – simboleggiata da una delle sue porte – come traditori. I protagonisti sono ritratti, per la maggior parte, in atteggiamento dolente per l’espressione del viso, la testa inclinata poggiata sulla mano (nell’iconografia medievale da leggere come un segno espressivo del  dolore), incatenati uno all’altro. Ogni cavaliere ha dietro la testa una sorta di borsa nera in cui molti storici hanno voluto interpretare come la rappresentazione della sua colpa e del suo crimine, ossia l’attaccamento al denaro e il conseguente uso della politica per i suoi interessi. La fascia del dipinto inferiore ritrae il mondo, più scomposto, arrogante e volgare degli scudieri che accompagnano gli esponenti della nobiltà cittadina nella loro disonorevole sfilata. Restano poche tracce dell’iscrizione, inserita successivamente, che correva sopra i cavalieri, indicando i nomi dei personaggi rappresentati per garantirne la riconoscibilità, in quella che si può considerare come una trascrizione per immagini delle identità delle persone bandite, raccolte successivamente in un registro a partire dal 1280.

Sul lato in cui si apre la porta d’ingresso le pitture infamanti si interrompono, per lasciare spazio a una finalità ben diversa per la forza comunicativa delle immagini: dopo l’infamia, la celebrazione, l’esaltazione della presa del potere signorile.
Quella che inizialmente doveva essere una zona vuota, tra due cornici, è stata successivamente riempita con un l’affresco che illustra la pace di Berardo Maggi (25 marzo 1298) con cui si pose fine alle lotte tra la fazione guelfa e quella ghibellina e che segnò l’inizio della signoria del presule in città.

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Sala dei Cavalieri
Dove: Palazzo Broletto, Brescia
Quando: solo in occasione di aperture straordinarie
Letture per approfondire: https://u-pad.unimc.it/retrieve/handle/11393/41485/939/026_045_storia%20nella%20pittura.pdf, http://www.academia.edu/23233229/_Prime_pitture_d_infamia_nei_Comuni_italiani_immagini_come_documenti_immagini_come_fatti, http://www.ateneo.brescia.it/controlpanel/uploads/altre-pubblicazioni/A-I-09%20Milani.pdf

Vivere Brescia #1

Cogliere tutta la bellezza che ci circonda, questo è l’obiettivo dichiarato del blog ed anche un modo di intendere la vita che consenta di godere appieno delle piccole come delle grandi cose, dei viaggi in terre lontane e delle gite fuoriporta o, talvolta, di una semplice passeggiata all’interno delle mura stesse della propria città.

Non sempre servono lunghi spostamenti per trascorrere un pomeriggio diverso, all’insegna dell’arte o della cultura, della scoperta e della curiosità. Ecco qui qualche opportunità di ampliare i propri orizzonti restando a Brescia e con una puntata nella Bassa Bresciana Occidentale.

Dal 15/11/2018 al 30/11/2018

Festival Wonderland
Un festival teatrale che non hai mai deluso nelle scorse edizioni e che quest’anno al grido di “Non la solita minestra!” promette di sorprendere e appassionare gli spettatori, coinvolgendoli con e in un’offerta non convenzionale, che si nutre di contaminazioni tra le arti, della pluridimensionalità dei linguaggi e delle identità culturali e che permette di immergersi, per due fine settimana consecutivi, nel mondo del teatro contemporaneo.

E per chi non fosse ancora convinto il 24 novembre, in piazzetta Sant’Alessandro, dalle 17.30 sarà possibile gustare un assaggio gratuito con il vincitore del Premio residenze “TrenOFF 2017”.

Categoria: Teatro
Dove: Brescia, varie sedi
Quando: dal 17 novembre al 2 dicembre
Cosa: Incontri, spettacoli teatrali, convegni in diverse sedi cittadine
http://www.wonderlandfestival.it
Biglietti acquistabili anche su www.vivaticket.it

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Fotografare l’arte
Una riflessione sulle molteplici figure dell’artista, viste attraverso le lenti di fotografi che diventano testimoni di un’epoca e delle stesse espressioni artistiche che costituiscono l’oggetto delle loro fotografie. Come scrivono i curatori l’esposizione si pone e propone come una “una proposta di lettura, costruita su esempi e suggestioni, di diversi momenti di incontro e di dialogo tra la fotografia italiana e il mondo dell’arte, e delle riflessioni sui propri rispettivi linguaggi che ne sono scaturite”.

Categoria: Fotografia
Dove: Macof – Centro della fotografia italiana, Via Moretto 78
Quando: dal 10 novembre 2018 al 13 gennaio 2019, da martedì a domenica 15:00 – 19:00
Cosa: Mostra temporanea
http://www.macof.it/fotografare-larte/
Ingresso libero negli orari di apertura del centro

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Levalet: Libre échange
Un artista si interroga sulla natura – e sull’aberrazione – degli scambi commerciali in cui le merci possono viaggiare per migliaia di chilometri, subendo infinite trasformazioni, per poi talvolta ritornare al punto di partenza. Una riflessione sulla globalizzazione, sul mondo del lavoro e sulla società in cui viviamo.

Categoria: Installazione
Dove: Carme – Centro Arti Multiculturali Etnosociali, Via delle Battaglie 61
Quando: dal 31 ottobre 2018 a 3 dicembre 2018, da mercoledì a domenica 16:00 – 20:00
http://www.carmebrescia.it/levalet-libre-echange
Ingresso libero

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Festival della Pace
Il Festival della Pace è giunto alla sua seconda edizione.
Il programma ruota attorno ai concetti della nonviolenza e della pace costruttiva e positiva, punto nodale del vivere civile, prendendo le mosse da un’analisi di temi quanto mai attuali: dall’immigrazione alla cybersicurezza, dalle fake news ai traffici d’armi, per concludere con lo spettacolo storico-musicale “Rifiuto la guerra” nella Chiesa di San Cristo.

Categoria: Festival
Dove: Brescia, varie sedi
Quando: fino al 24 novembre 2018
Cosa: incontri, mostre, spettacoli, percorsi d’arte, visite guidate, concerti
Programma completo
Ingresso libero/gratuito

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Microeditoria del Fumetto
Giornata dedicata a fumetto e illustrazione, nata dalla collaborazione fra MalEdizioni, Festival Tra le Nuvole, Comune di Orzinuovi e Rassegna della Microeditoria, con particolare attenzione alle novità del settore e agli aspetti di ricerca e sperimentazione.

Categoria: Rassegna dedicata al fumetto e all’illustrazione
Dove: Rocca di Orzinuovi (Brescia), Piazza Giuseppe Garibaldi
Quando: 18 novembre 2018, 10:00 – 20:00
Cosa: mostra-mercato, mostre, incontri con gli autori
Programma completo
Ingresso libero