Mostra – Steve McCurry, Animals, Mudec, Milano

Tra le mostre di McCurry che ho visto negli ultimi anni questa è onestamente quella che mi ha entusiasmato meno.
Ecco, mi sono tolta subito il peso.
Non è che le fotografie non siano, come sempre, spettacolari, né che il tema sia poco interessante, anzi.
La scelta di mettere gli animali al centro della scena, raccontandone anche il legame con l’uomo, e di puntare l’obiettivo sulla necessità di salvaguardare la natura, mi attirano moltissimo.
Ciò che mi ha lasciato perplessa è l’allestimento, in un nuovo spazio che appare forse incompleto o comunque non completamente adeguato ad accogliere il flusso dei visitatori e che rende l’esperienza meno godibile, quasi compressa, dando l’impressione che gli scatti sulle pareti siano ben meno di quei sessanta promessi.
Credo che una maggiore distanza tra le opere avrebbe consentito di ammirarle meglio e di diluire almeno un po’ il chiacchiericcio di fondo. (E se qualcuno se lo stesse chiedendo sono perfettamente consapevole di non poter pretendere l’assoluto silenzio e proprio per cercare di evitare “la folla” ho scelto di entrare la domenica mattina all’apertura).
Va invece applaudito chi ha studiato l’illuminazione, davvero ben posizionata per non creare sgradevoli ombre o effetti sulla carta lucida.
Tornando alle opere ho ritrovato con grandissimo piacere alcune immagini che per me rappresentano autentici ricordi di viaggio, dagli elefanti del Sudest asiatico agli animali in India, scene di quotidianità che ho vissuto in prima persona.
Come ben scrive Chiara Cola su Artslife “Ogni foto è frutto di uno scatto della durata di mezzo secondo, ma ugualmente è capace di raccontare storie che vanno ben al di là di questo breve lasso di tempo. Chi le osserva crea la propria versione dei fatti, che spesso è molto diversa dalla realtà”.
Finalmente ho anche potuto vedere una serie più corposa delle fotografie scattate da McCurry per documentare gli effetti della guerra nel Golfo che ritengo siano davvero, purtroppo, delle icone del nostro tempo. Gli uccelli cosparsi dal petrolio, ancora più dei cammelli che si muovono tra i pozzi in fiamme, dovrebbero spingere a riflettere su come, dal 1991, poco sia davvero cambiato in meglio e su come l’uomo continui incessantemente a distruggere l’ambiente che lo circonda. Una catastrofe che, immortalata sulla pellicola, diventa innegabile, ancora più spaventosa.

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Dove: Milano, Mudec Meseo delle Culture, – Via Tortona 56
Quando: dal 16/12/2018 al 14/04/2019. Lunedì 14.30 – 19.30; martedì – mercoledì – venerdì – domenica 09.30 – 19.30; giovedì – sabato – 09.30 – 22.30. Ultimo ingresso un’ora prima.
Come: biglietto intero 10 euro.
http://www.mudec.it/ita/steve-mccurry/
Per approfondire: catalogo in vendita in mostra; Steve McCurry. Una vita per immagini*; Le storie dietro le fotografie*; Il mondo di Steve McCurry*

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