Mostra – Pittori fantastici della Valle del Po, Padiglione d’Arte Contemporanea, Ferrara

“Negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo”

Un regalo inaspettato dalla visita a Ferrara, una passeggiata in solitaria tra le opere, potendo scoprirne i minimi particolari, senza fretta, in una ancora sonnolenta domenica mattina e a posteriori posso dire che qualche volta l’ignoranza paga. Probabilmente se avessi saputo prima che questa mostra ha visto, seppure in misura residuale, Vittorio Sgarbi tra gli organizzatori/promotori mi sarei domandata due volte se acquistare il biglietto e sì la mia antipatia per il personaggio è tale da avermi fatto saltare a piedi pari il suo scritto che apre il catalogo, ma visto che appunto ignoravo questo fatto, incuriosita innanzitutto dal titolo, ho effettuato la prenotazione. E non me ne sono pentita.
Muovendosi tra le sale, quasi seguendo il corso del fiume, visto che la mostra si articola in sezioni dalla connotazione non tanto tematica, quanto geografica, passando dal Monviso allo Scrivia, dallo Scrivia al Panaro, dal Panaro al Delta e poi fino al mare, si coglie appieno il significato della visione di Camillo Langone che ha voluto questa rassegna, quella sulle pareti è “arte del nostro tempo, del nostro spazio”, sono quadri che raccontano passato e presente (e un po’ di futuro) di un preciso territorio, suoi frutti.

Massimo Galliani, Un Po d’oro, 2018

Così come il percorso è radicato nello spazio padano, altrettanto lo sono i riferimenti musicali (solo accennati tramite qualche verso, ma non per questo meno protagonisti) che accompagnano il visitatore allo scoperta di un paesaggio reale e irreale, a tratti surreale, fantastico, così come creati dalla fantasia appaiono i personaggi che lo popolano.

Enrico Robusti, Affettazione liturgica, 2014

Visioni diverse, tecniche e stili diversi per un percorso non banale, lontano dai classici paesaggi, non meramente descrittivo, ma che apre spiragli sulla poetica dei singoli artisti – pagine del diario di un viaggio che si lasciano sfogliare a cavallo tra vedute e sogno.

E allora il catalogo della mostra diventa una sorta di guida in cui Langone narra l’esposizione procedendo dalla sorgente al delta, mescolando alla propria le voci degli artisti protagonisti in uno scritto suggestivo che propone spunti interpretativi e immagini evocative.
Una mostra a cui dedicare il giusto tempo e che credo colga appieno il legame con i luoghi da cui è nata e con la città che la ospita, chiudendo un cerchio che parte idealmente dalle ante d’organo di Cosmè Tura dedicate a San Giorgio che uccide il drago (1469), esposte al Museo della Cattedrale, al Trittico di San Giorgio e il drago (2020) di Giuliano Guatta.

Giuliano Guatta, Trittico di San Giorgio e il drago, 2020

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Dove: Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea, Corso Porta Mare 5
Quando: dal 3 luglio al 27 settembre 2020, orari 10 – 13.00 e 16.00 – 19.30, chiuso il lunedì;
Come: ingresso intero 5 euro, gratuito per i possessori del pass Myfe. Prenotazioni  
Catalogo della mostra

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